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Europa: chi era costei?

 

Fra poco più di un mese voteremo per l’Europa. Detto in estrema sintesi saremo chiamati a decidere tra la politica Merkel e la politica Hollande (cfr. rispettivamente Juncker vs. Schulz)  Sì, certo, avremo anche la valorosa sinistra di Tzipras e il deposito (non indifferente) di fascine antieuropeiste a(o)dorabili, alla bisogna,  d’afrore di destra. Pur tuttavia effluvi epocali farebbero pensare che le sorti europee se le giocheranno ancora in via principale i due di cui sopra e perciò,  in ogni caso, il “vincitore” proseguirà a fossilizzarsi nel bilanciamento con la politica britannica ovvero proseguirà a valutare il bisogno di continuare l’armonia  con l’amicale ideologia statunitense salvo qualche “diversificazione” senza troppo ferire.  Quanto a governo antieuropeista (cioè Europa buona per esplosione o implosione) un po’ senz’altro prenderà piede, ma  i dubbi sulla vittoria  schiacciante sono talmente tanti che parlarne fa sorridere almeno quanto la “Europa-Tzipras”.

Detto tutto ciò, seppur in sintesi e tenuto pur conto che si sta parlando/opinando insieme a 500milioni di cittadini, com’è che al Paese Italia la nostra informazione continua incessantemente a propinare inezie e minuzie da voto legate solo a eventuali politiche per i  locali renzi/grilli/berlusconi invece d’ampliare, al fine delle politiche europee, le loro ideologie sì da fornire a noi italiani elettori un discreto adeguato criterio per scegliere un bene comune nell’interesse dell’Europa tutta?!

Com’è?! Com’è sempre stato: così come uno (euro) ci bastò per fare due (mila lire) e dunque farci sentire vincitori europei, tanto basterà a uno dei tre per urlare d’aver vinto in Italia e di conseguenza in Europa, anche se di fatto ha vinto da nessuna parte…

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