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Siria, Ucraina e il Putin ballerino

 

Putin, leader saldo nella difesa dei suoi principi. Il primo? Il no alle ingerenze esterne. In Siria. E in Ucraina?

Un leader, un pensiero “senza se e senza ma”. Piace così, a destra (estrema) e sinistra (estrema) lo zar Vladimir Putin. Uomo inflessibile, contro gli omosessuali (per le destre), contro l’Occidente malvagio (per le sinistre). Il contro li unisce, il resto un po’ meno. Ma a guardar bene lo zar tutto è tranne che un uomo di principi “senza se e senza ma”, espressione tanto cara ai suoi estimatori.

Zar Putin infatti ci ha riempito di moniti e nyet per tre anni, ogn volta che qualcuno diceva (fingendo) di voler intervenire in Siria. Ma lui si opponeva all’ingerenza straniera, in modo perentorio, pronto a esercitare il suo diritto di veto. No, ha tuonato il suo ministro degli esteri in tantissime di circostanze, all’Onu.

Questo per la Siria. Ma davanti alla crisi in Ucraina il suo no all’ingerenza straniera si è fatto meno intransigente. Quanto meno per la Crimea… Ma poi non solo. Solo un giro di valzer al circo dei principi e dei valori fondanti la politica internazionale? FOrse no.

Le persone normali non dicono mai, in politica, “senza se e senza ma”. Ma dirlo a gran voce e poi abbracciarsi Putin è esilarante. E patetico pure… O no?

Da ilmondodiannibale.it

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