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Grillo: lui lavora al far un parlamento a ore…

 

…Puliti, educati sembrano finti, sembrano proprio dei santi dipinti, rispetto ai colleghi storici della nostra Repubblica. Mi riferisco agli espulsi con disonore dal movimento più movimentato degli ultimi 50 mesi: ma come si fa a rivolgersi loro chiamandoli parassiti, traditori e via così andare? Ci vuole niente a capire che sono facce pulite per loro DNA! Quanti, tra i loro milioni d’elettori, saranno “rimasti lì come un cretino” vedendo gli espulsi nel grigio mattino che oggi incupisce le speranze delle loro ultime politiche, non necessariamente rivolte al sol dell’avvenire, ma almeno a mattino soleggiato? Quelli erano convinti che -nonostante Grillo- quegli altri finalmente entrati in parlamento avrebbero saputo deflorare il contorto sistema, addentrandosi intelligentemente e dunque modificandolo che è poi l’unico modo per interagire nel e col sistema. Questo è sempreincompleto e perciò ben disposto a deflorazioni, altrimenti dette aperture. Lo dimostrarono Gödel della matematica, ma anche numerosi autorevoli studiosi dell’antropologia. Beppe Grillo non è matematico, né antropologo e nessuno mai pretese e pretende che tale diventi. Il guaio è che è lui a voler apparire colto in virtù d’impulsi e nozioni che raccoglie a 360° (noto è ormai il suo intercalante: io so perché…) da autorevoli conoscitori -ma anche ciarlatani- che poi frulla in un frappé di sua esclusiva ricetta. Al più gli si può riconoscere l’aritmetica di base: uno vale uno, ma è il primo che vale più di tutti. Ed è innegabile che il primo è solo lui. Tutti gli altri sono uno, centomila, ma all’occorrenza pur nessuno. 

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