In Tunisia la parità tra uomini e donne sanciti dalla Costituzione

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Importante notizia che apprendiamo dal portale Afrik.com, riferisce che la Tunisia è diventato il primo paese al mondo arabo-berbero ad includere nella Costituzione il principio della parità tra uomini e donne. L’articolo 20 sancisce che: “Tutti i cittadini  hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri. Essi sono uguali davanti alla legge senza discriminazioni”. L’articolo è stato approvato con 159 voti su 169 votanti, e questo testo è il risultato di un ulteriore compromesso tra il partito islamista Ennahda, che detiene la maggioranza in Assemblea Nazionale Costituente (ANC), e l’opposizione. In effetti, già durante l’estate del 2012, Ennahda aveva pensato di introdurre il concetto di “complementarietà” tra uomini e donne, ma di fronte al clamore, il partito era stato costretto a fare marcia indietro. Nel contesto delle votazioni, sotto la pressione dell’opposizione, Ennhada ha anche votato a favore del divieto di “accuse di apostasia.”, e questo è stato possibile dopo che il partito islamista è stato messo alle strette a causa degli omicidi di due avversari avvenuti nel 2013 e dopo le presunte minacce ricevute. Tuttavia, questa vittoria senza precedenti da parte delle donne tunisine non piace ad alcune ONG, tra queste la Human Rights Watch e Amnesty che giudicano troppo semplicistica la definizione “cittadini”. Per esempio, Ahlem Belhaj, l’ex presidente dell’Associazione tunisina delle donne democratiche, ha chiarito che le attiviste femministe hanno accolto con favore l’adozione dell’articolo 20, in quanto è stata premiata una loro richiesta. Oltre a questi due fondamentali nuovi articoli, dobbiamo ricordare che Ennahda ha inoltre approvato l’articolo 21 che garantisce il “diritto alla vita”, ovvero,  nessuno può nuocerne se non in casi estremi stabiliti dalla legge ed è importante sottolineare che  questo testo non abolisce la pena di morte, anche se le esecuzioni hanno avuto luogo a partire dai primi anni 1990.