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Diffamazione e calunnia. Legacoop querela l’”Unione Sarda”

 

Il giornalista Massimo Ledda è stato denunciato insieme al direttore della testata, Anthoni Muroni. “Confido nel lavoro che ho svolto”, dice il cronista

di Rossella Ricchiuti  

“Non sono minimamente preoccupato, ho scritto disponendo degli atti giudiziari. A mio avviso si tratta di una querela temeraria, e proprio per questo sono fiducioso”. Così Massimo Ledda, giornalista de l’Unione Sarda, commenta la denuncia ricevuta da Legacoop per un articolo pubblicato il 18 gennaio scorso riguardante una presunta bufera giudiziaria che si sarebbe abbattuta sull’organizzazione cooperativa. Insieme al cronista è stato querelato per diffamazione a mezzo stampa e calunnia anche il direttore della testata, Anthoni Muroni, ed è stata presentata una richiesta di risarcimento per i danni di immagine ed onorabilità subiti, come ha spiegato il presidente di Legacoop Sardegna Claudio Atzori.

Legacoop ha contestato diversi aspetti emersi dall’articolo di Ledda, come reso noto da un suo comunicato stampa: il fatto che non vi sia nessuna bufera giudiziaria su Legacoop, che Coopfin (oggetto dell’inchiesta giudiziaria) non è il braccio finanziario di Legacoop come è stato definito nella notizia, che l’articolo riporta una situazione difforme dalla realtà e che le modalità con cui è stata pubblicata la notizia sono state ispirate con l’unico obiettivo di screditare l’organizzazione. Nel comunicato si legge, poi, che “oltre alla immotivata rilevanza attribuita, tutto l’articolo trasuda un ingiustificabile accanimento”.

“La rilevanza di cui parlano nella nota non è affatto un loro problema”, spiega Massimo Ledda. “Si tratta di una decisione che dipende dalla testata. Per quanto riguarda tutti gli altri punti che hanno provveduto a segnalare non credo che ci sia nulla da precisare, tutto quello che ho riportato è fondato su elementi reali”, aggiunge.

“Sono assolutamente liberi di querelarmi, io confido nel lavoro che ho svolto”, conclude il giornalista.

RR – OSSIGENO

Il giornalista Massimo Ledda è stato denunciato insieme al direttore della testata, Anthoni Muroni. “Confido nel lavoro che ho svolto”, dice il cronista

“Non sono minimamente preoccupato, ho scritto disponendo degli atti giudiziari. A mio avviso si tratta di una querela temeraria, e proprio per questo sono fiducioso”. Così Massimo Ledda, giornalista de l’Unione Sarda, commenta la denuncia ricevuta da Legacoop per un articolo pubblicato il 18 gennaio scorso riguardante una presunta bufera giudiziaria che si sarebbe abbattuta sull’organizzazione cooperativa. Insieme al cronista è stato querelato per diffamazione a mezzo stampa e calunnia anche il direttore della testata, Anthoni Muroni, ed è stata presentata una richiesta di risarcimento per i danni di immagine ed onorabilità subiti, come ha spiegato il presidente di Legacoop Sardegna Claudio Atzori.

Legacoop ha contestato diversi aspetti emersi dall’articolo di Ledda, come reso noto da un suo comunicato stampa: il fatto che non vi sia nessuna bufera giudiziaria su Legacoop, che Coopfin (oggetto dell’inchiesta giudiziaria) non è il braccio finanziario di Legacoop come è stato definito nella notizia, che l’articolo riporta una situazione difforme dalla realtà e che le modalità con cui è stata pubblicata la notizia sono state ispirate con l’unico obiettivo di screditare l’organizzazione. Nel comunicato si legge, poi, che “oltre alla immotivata rilevanza attribuita, tutto l’articolo trasuda un ingiustificabile accanimento”.

“La rilevanza di cui parlano nella nota non è affatto un loro problema”, spiega Massimo Ledda. “Si tratta di una decisione che dipende dalla testata. Per quanto riguarda tutti gli altri punti che hanno provveduto a segnalare non credo che ci sia nulla da precisare, tutto quello che ho riportato è fondato su elementi reali”, aggiunge.

“Sono assolutamente liberi di querelarmi, io confido nel lavoro che ho svolto”, conclude il giornalista.

RR

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