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Non ha più senso continuare questa battaglia per la sicurezza sul lavoro: forse dovrei mollare

 

Carlo Soricelli aveva ragione, quando Domenica 29 Settembre 2013 lanciò il disperato appello di voler chiudere l’Osservatorio Indipendente di Bologna sulle morti sul lavoro:
http://cadutisullavoro.blogspot.it/ , perchè stanco, demoralizzato, triste, perchè non c’è la faceva più, perchè credeva che il lavoro che ha fatto fino a oggi non sia servito a nulla.
E’ davvero durissima continuare questa battaglia di civilità, per far si che si riducano drasticamente gli infortuni e le morti sul lavoro, quando chi di dovere ti ignora sistematicamente.
Carlo, come il sottoscritto questa battaglia la svolge a livello di volontario, da tanti anni, rinunciando a buona parte del proprio tempo libero, perchè ritiene che sia molto importante condurre questa battaglia per la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro.
Si continua a parlare da anni di calo degli infortuni e delle morti sul lavoro, ma il calo c’è stato solo nei dati Inail, che lo voglio ricordare per l’ennesima volta, sono solo dati parziali, perchè tengono conto solo degli infortuni e delle morti sul lavoro accaduti ai loro assicurati.
Si stima che siano almeno 200 mila ogni anno (stima minima) gli infortuni sul lavoro che non vengono denunciati.
Di che calo stiamo parlando allora???
In tutti questi anni Carlo, io e tanti altri abbiamo chiesto ai mezzi d’informazione più sensibilità sul dramma delle morti sul lavoro, di cui si parla poco o nulla.
Abbiamo chiesto ai programmi di attualità, ai talk show, di parlare del dramma delle morti sul lavoro in prima serata, ma nessuno ci ha ascoltato!
Al mondo politico, al Governo abbiamo chiesto che venissero ripristinate le norme per la sicurezza sul lavoro volute dal Governo Prodi (Dlgs 81/08), che erano state stravolte dal Governo Berlusconi (Dlgs 106/09), abbiamo chiesto che la sicurezza sul lavoro venisse insegnata nelle scuole, che venissero aumentati i controlli per la sicurezza sul lavoro, assumendo più tecnici della prevenzione delle Asl e togliendo il blocco delle assunzioni, abbiamo chiesto pene più severe per i responsabili degli infortuni e delle morti sul lavoro, ma nulla, non siamo stati presi minimamente in considerazione.
A questo punto mi domando, che senso ha continuare questa battaglia???
Io sinceramente sono molto stanco e amareggiato, e potrei mollare da un momento all’altro questa battaglia che conduco da tanti anni per la sicurezza sul lavoro: non ha più senso continuare!
Scusatemi lo sfogo.

Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze
Email: bazzoni_m@tin.it

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