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In nome del popolo x-file

 

Una deputata del nostro parlamento, fino a poco tempo fa sottosegratrio della presidenza del consiglio con delega all’attuazione del programma di Governo, ha avuto il becco di… Scusate devo rifare ché il soggetto non appartiene alla specie uccelli rapaci e no, bensì -al momento come da sua dichiarazione ufficiale- ai rettili. Rifo metafora: “ha avuto la lingua (biforcuta) di”  paragonare la sentenza di primo grado Ruby/bunga-bunga a  femminicidio giudiziario!

Ora: che già esista più di un’ala (a proposito d’uccelli) parlamentare disposta a giurare che minorenne marocchina è nipote di premier egiziano con ciò che segue, è fatto notorio. Ma che poi, dopo indagini, fascicoli istruttori, rinvii a giudizio, interrogatori di parti e testimoni, arringhe conclusive e dunque sentenza di condanna, siano proprio esponenti parlamentari e di governo a insultare uno dei tre poteri dello Stato, è mostruoso, cioè non identificabile in specie conosciuta, parlamentare compresa. Ma quando è parlamentare, in particolar modo di sesso femminile (donna o pitonessa fa uguale) a sentirsi in diritto (arrogandosene il dovere) di qualificare il verdetto giudiziario “femminicidio”, infame tra i più infami omicidi, ebbene: allora possiamo proprio supporre d’essere rappresentati da entità ben peggiori di qualunque metafora o similitudine…

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