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L’arrotazione

 

E non se ne può più! L’enfasi è tanta che pare d’essere tornati al “Qui Nuova York, vi parla Ruggero Orlando” con la differenza che in quel tempo per la prima volta nella storia l’uomo sbarcava sulla luna e dunque l’attesa, l’apprensione, la meraviglia d’ogni terrestre erano ovviamente giustificate. Oggi a distanza di quasi mezzo secolo, per colpa di terrestri che non sanno più stare con i piedi per terra e, nonostante marinai, manco per mare, possiamo giusto accontentarci dei rotanti effetti speciali post tragedia. Sia chiaro: siamo ben riconoscenti agli ammirevoli operatori, dal primo operaio all’ultimo degli ingegneri, ma per piacere non dimentichiamoci l’orrore del pregresso e probabilmente lo straziante ritrovamento dei due corpi che ancora giacciono nella pancia di quella nave disgraziata. Quel grattacielo marino ridotto in quello stato fu tristemente paragonato allo stato del Paese: dalla rotta sbagliata, passando per la pericolosa precarietà della posizione assunta e, naturalmente, alle colpe imputabili a presunzioni, sbruffonate, incapacità, balle fenomenali e vigliacche… Sarà perciò che da settimane continuano senza sosta a ripetere “rotazione della nave” nel senso più ottimistico del termine? Fortuna che a non illuderci troppo interviene il quotidiano Renzi (già baciato dalla ruota della fortuna e già rottamatore) che promette d’arrotare alle prossime rotazioni elettorali! 

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