La linea della fermezza

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Sergio Materia

Chi ai tempi del sequestro Moro era a favore della linea della fermezza dovrebbe riflettere. Allora, almeno stando alle verità ufficiali, si scelse la tutela delle istituzioni respingendo il ricatto delle BR. Anche se in gioco c’era la vita di Aldo Moro.
Oggi la minaccia è solo politica e non proviene da poteri criminali paragonabili alla Brigate Rosse. E il sacrificio, rifiutando il ricatto, riguarderebbe la vita del governo e possibili ripercussioni sull’economia. Cose importanti ma certo non paragonabili alla vita di un uomo.
E, al punto in cui siamo arrivati, oggi quel che rimane della dignità delle istituzioni va difeso con la stessa fermezza di allora. Cedere, sotto qualsiasi forma e con qualsiasi espediente, al ricatto berlusconiano significherebbe la fine dello stato di diritto e sarebbe un segnale distruttivo all’intera comunità nazionale, ai giovani in particolare, e si dovrebbe dar ragione ai tanti che, nonostante tutto, continuano a considerare Berlusconi un degno leader di questo stato.
Ma il Presidente della Repubblica sembra avere cura soprattutto la sua creatura, le larghe intese, come dimostra anche la nomina di Amato alla Corte Costituzionale.

da libertaegiustizia.it


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