La bomba Centrafrica
Caimano, sequenza finale. Il caffè di lunedì 25
Il Cdr di DNews protesta “Inaccettabile sospensione delle pubblicazioni”
Sulla strada (senza ritorno)
Rai: Siddi (Fnsi), “tagliamo unghie ai rapaci del servizio pubblico”
”Gli attacchi che da piu’ parti in questi giorni, vengono rivolti nei confronti della Rai, con tanto di esercitazioni ”modellistiche” sui valori economici degli asset circa una prospettiva di vendita
È morto Emilio Colombo, l’ultimo padre costituente
Processo Ruby: ha vinto la Costituzione
Il Cav ricomincia da tre
Processo Ruby, condannato Silvio Berlusconi. 7 anni e interdizione perpetua dai pubblici uffici
Sgarbi replica a Rino Giacalone sul sito di Art.21: “Mai negato l’esistenza della mafia; la denuncio dove la sospetto e la vedo, non dove il pettegolezzo e la retorica la vogliono vedere per forza”
Sedi estere e nuovo contratto di servizio
VERSO IL CONVEGNO DEL 2 LUGLIO AL CNEL (Art.21/Fondazione Di Vittorio) – Per avere la certezza del proprio futuro la televisione pubblica deve produrre contenuti validi. Solo così si giustifica il canone e si riesce a restare sul mercato vendendo i programmi anche all’estero. Insomma il modello ancora valido resta quello della “vecchia zia”, così come gli inglesi chiamano la Bbc. Il dibattito che in questi giorni investe la Rai fa emergere con nettezza questa necessità per rintuzzare ogni ipotesi di vendita di reti o pezzi dell’azienda che nonostante i molti acciacchi restano appetibili. In questo contesto le sedi estere della Rai
“Da sudditi a cittadini” – di Domenico Gallo. La presentazione giovedì 27 giugno, alle ore 17.30, presso il “Centro d’Arte La Bitta” in Via Bari, 20
Il Marocco e le donne, a Tg1/Fa’ la cosa giusta, martedì 25 giugno
Pagliuzzismo
Su genere e identità del servizio pubblico radiotelevisivo
F35, Rai dedichi prima serata
Comincia oggi alla Camera dei deputati il dibattito sulla mozione presentata da 158 deputati con la quale si chiede al governo di annullare il contratti di acquisto per gli F35. Nelle ultime occasioni le ragioni del dissenso furono liquidate con presunti obblighi internazionali e ingenti penali da pagare. Da allora altri paesi sono usciti dal programma, gli Stati Uniti hanno rallentato, gli esperti sono divisi persino sulla utilitá e sugli standard di sicurezza. L’eventuale interruzione
