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Il patron di Radio Dimensione Suono, Eduardo Montefusco, lancia una nuova sfida all’emittenza nazionale

 

Il patron di Radio Dimensione Suono, Eduardo Montefusco, lancia una nuova sfida all’emittenza nazionale. In un’intervista concessa oggi a Marco Mele del Sole24ore si è detto interessato ad acquistare il Gruppo Finelco, fondare un polo radiofonico da 13 milioni di ascoltatori e una nuova radio all news.

Considerando le dimensioni dell’impresa multinazionale controllata dai Fratelli Alberto ed Edoardo Hazan, potrebbe trattarsi dell’operazione finanziaria dell’anno, almeno nel comparto editoriale.
Gli Hazan sono stati dei pionieri dell’emittenza privata tanto quanto Montefusco. Negli ultimi trent’anni hanno consolidato un gruppo con 330 addetti tra dipendenti e collaboratori, tre emittenti nazional-popolari come Radio 105, Radio Montecarlo e Virgin, 8 milioni di ascoltatori quotidiani, un canale televisivo in chiaro, una lunga serie di partecipazioni in emittenti regionali ed estere, una società di ricerche specializzata nel campo delle analisi dei comportamenti giovanili, oltre un importante know-how nel settore del web casting. Il loro portale unitedmusic.it è uno dei più all’avanguardia con 44 canali tematici.
A far brillare gli occhi di Montefusco, la vendita della quota di minoranza della Finelco detenuta da qualche anno dalla RCS, impegnata in un importante sforzo per la ricapitalizzazione. Si sa che l’appetito vien mangiando e al presidente di “Radio Dimensione Suono 100% Grandi Successi” è venuta voglia di conquistare la fetta più importante del mercato delle FM. I numeri non gli mancano: 60 milioni di euro di fatturato, 141 dipendenti, 600 impianti di trasmissione, una lunga serie di emittenti locali nella Fm romana. Il numero uno di Rds non nasconde la “situazione di grave flessione del mercato, in particolare di quello pubblicitario”, ma si dice pronto a “valutare una o più acquisizioni”.
Rispetto all’euforia manifestata dalla dirigenza del gruppo, l’aria che si respira negli studi e nelle redazioni di Via Piccio è molto tesa. Come in altre aziende italiane, la recessione, unita alla riforma Fornero, ha provocato una lunga serie di esuberi manifestata con licenziamenti o mancati rinnovi dei contratti precari. Ecco come si sfogava nelle scorse settimane un addetto del Gruppo Rds su una mailing-list dedicata agli addetti ai lavori:
“Proseguono i tagli di personale nel gruppo RDS; sono stati mandati a casa altri quattro tecnici. La scorsa settimana un tecnico e un amministrativo. Le radio locali praticamente stroncate. Nel giro di tre mesi i Montefusco hanno cacciato via in malo modo quasi 15 persone: gente qualificata, responsabile, con esperienza ventennale all’interno dell’azienda. Persone con più di 50 anni, con famiglia, messe alla porta senza nessun preavviso e senza tutele. Pare che nei prossimi giorni ci saranno altri licenziamenti, si parla di altri 4 o 5 elementi della redazione. Complimenti al Presidente che viaggia in elicottero”.
Un altro segmento interessante per comporre le diverse parti di questa storia lo possiamo recuperare da puntoeacapo.it, il sito di informazione di uno dei sindacati legati alla FNSI. Sulle sue paginesi può leggere che tra i dipendenti dell’azienda ci sono 13 giornalisti. Sono tutti lavoratori a tempo indeterminato, ma per loro del regolare contratto giornalistico neanche l’ombra. Il contratto stipulato è il cosiddetto FRT che regola i rapporti di lavoro del personale tecnico e amministrativo nelle aziende radio-televisive. Non dei giornalisti. E infatti, per i 13 di RDS non c’è la possibilità di istituire un Comitato di Redazione (l’organismo a cui viene demandata la tutela dei diritti morali e materiali derivanti dal contratto nazionale) e nemmeno l’assicurazione sanitaria integrativa.
Tornando all’articolo di Marco Mele sul Sole24ore, sembra non possano esserci limiti all’affermazione del gruppo di Eduardo Montefusco. Dal centro di produzione di Miami, dotato di una struttura tecnologica avanzata, “in un luogo privo di inquinamento, con un’altissima qualità della vita grazie anche alla presenza del mare”, fino al nuovo core business dell’azienda: l’organizzazione di eventi musicali. Per Montefusco, la “vera forza [del gruppo] è la capacità di conoscere gli ascoltatori e gli utenti pubblicitari […].Questo è il segreto“.
Stando alle esperienze di chi vive quegli studi e redazioni, ilsegreto dei Montefusco sembra proprio essere un altro.

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