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Catania: incendi, avvertimenti e cose da ricordare

 

Di Giovanni Caruso

La cronaca fredda, è questa: quel che rimaneva di villa Fazio, nel quartiere di Librino, è stato dato alle fiamme. In questi giorni sapremo le cause dell’incendio, di sicuro sappiamo che quello che in passato fu un presidio di aggregazione sociale, poi abbandonato dalle istituzioni comunali e lasciato alla distruzione vandalica, oggi subisce il colpo di grazia.

Questo accade sotto una campagna elettorale dove tutti i candidati fanno a gara a farsi vedere nei quartieri, anche se è doveroso fare alcuni distinguo. Ma non è certo una novità che durante le campagne elettorali gli uomini di centro e di destra, come i senatori Bianco e Stancanelli, abbiano sguinzagliato i loro capibastone, per “recuperare” voti, speculando sulle miserie delle periferie e i quartieri popolari del centro.

Sia Bianco che Stancanelli promettono nuovi servizi per i quartieri, crescita economica e posti di lavoro, in barba ad un dissesto finanziario insopportabile. Questi vecchi lupi della vecchia e cattiva politica sanno quanto sono importanti i voti di questi popolosi quartieri, così come sanno che dai quartieri possono ricevere molto senza dare nulla! A loro importa solo inaugurare piazze cementificate, posteggi sotterranei da regalare ai nuovi “cavalieri dell’apocalisse” come Virlinzi e Ciancio, o dichiarare che il “P.U.A.” è un buon progetto che darà tanto lavoro, omettendo che gran parte di quei terreni, dove nascerà questo scellerato progetto, sono sempre dell’onnipresente Ciancio. Il quale è riuscito a far modificare la destinazione d’uso, da terreni agricoli ad edificabili, per poi venderli ai primi interessati. Che importa se il “P.U.A.” distruggerà quel poco di territorio rimasto lungo le spiagge della Plaja e perfino l’oasi del Simeto? E mentre si fanno la loro campagna elettorale, che tanto assomiglia ad una vecchia e ossidata moneta in cui le due facce si rassomigliano, villa Fazio brucia, come “brucia” tutta Librino.

Ma su Enzo Bianco bisogna ricordare altre cose, non per demagogia ma perché la cronaca degli ultimi anni ce le racconta: quando decise di andare a fare il Ministro degli interni, regalando il Comune alla destra di Scapagnini, quando come ministro degli interni a Napoli fece massacrare a colpi di “tonfa” i no-global mentre lui pasteggiava in un lussuoso ristorante. Adesso ha imposto la sua candidatura di prepotenza, spaccando il suo stesso partito.

Da qualche tempo si dice che villa Fazio, può tornare ad essere un centro di aggregazione sociale per i minori e gli adolescenti del quartiere. Forse questo fa paura a un altro partito, quello che si chiama mafia, che con questo incendio ha iniziato la sua “campagna elettorale” e avverte che nessun centro sociale, sia pubblico e laico o di un’organizzazione religiosa, deve nascere a Librino.

Il partito della mafia e della malapolitica ha paura che cresca una coscienza che pratichi un’antimafia sociale. Per la mafia vanno bene le visite di Stancanelli a Librino, che distribuisce soldi, e non si capisce se sono i suoi o sono pubblici, a organizzazioni religiose e gruppi sportivi.

Ma anche su Stancanelli bisogna fare memoria: è colui che ha ereditato l’Amministrazione disastrosa di Scapagnani, senza cambiarne le politiche, che ha venduto i nostri beni comuni ai privati senza chiederne il consenso alla cittadinanza; è solo grazie al Movimento dell’acqua, che vinse il referendum nel 2011, che si fermò la privatizzazione della Sidra.

Bisogna ricordare che non è riuscito ad arginare il dissesto finanziario, un miliardo e ducento milioni di euro, nonostante l’aiuto di Berlusconi che gli regalò i soldi del CIPE. Lasciando molte volte alcune zone della città al buio, mettendo a rischio la sicurezza di cittadini e cittadine, che fece sgombrare violentemente il “palazzo di cemento”, che è ancora oggi luogo di spaccio e deposito di armi, e in quei giorni fece caricare dai vigili urbani in piazza Duomo gli abitanti che manifestavano contro di lui.

Alla mafia sta bene la visita di Bianco che posa mentre installa un semaforo, rigorosamente di cartapesta, su quel tratto di strada che vide ucciso, per un presunto incidente stradale, il giovane Beppe Cunsolo.

Tutto ciò è ridicolo e grottesco, ma da noi si dice:”u’ lupu di mala cuscienza comu opera pensa!”. E infatti Bianco dichiara, dalle pagine del quotidiano cittadino del suo sostenitore Mario Ciancio, che la passeggiata di sabato pomeriggio organizzata dalla lista “Catania bene comune” nel quartiere di Librino, è stata solo una passeggiata demagogica fatta solo per divertirsi (ma posare accanto a un semaforo di cartapesta che cos’è? E aggiunge che gli unici canditati seri, anche se apparentemente avversari, sono lui stesso e Stancanelli.

Insomma, questi due personaggi hanno governato Catania per almeno vent’anni, e da vent’anni i nostri quartieri periferici e popolari sono stati massacrati con il consenso dei comitati d’affari, della mafia e dei “perbenisti” dell’altra città, quella sorda e cieca.

Rimane una sola cosa da fare per villa Fazio, farla risorgere nel suo corpo e nel suo spirito, e questo si può fare solo coinvolgendo il popolo del quartiere, attraverso una politica consapevole e che venga dal basso. Si può fare, si deve fare, pensando collettivamente, solo così il bene diventa comune.

Da isiciliani.it

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