Giornalismo sotto attacco in Italia

Grazie Don. Che la terra ti sia lieve

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Don Andrea Gallo è stato definito in tanti modi: anarchico, comunista, prete da marciapiede, di puttane, transessuali e drogati. Sono parole al vento, solo i fatti contano. Il Nan (nome di battaglia da partigiano), in cinquantaquattro anni di presbiterio è stato un esempio: “Sono venuto per servire e non per essere servito” poi aggiungeva “Le mie bussole sono due: come partigiano e come essere dotato di una coscienza civile, la mia prima bussola è la Costituzione. Poi come cristiano, la seconda è il Vangelo”. Don Gallo è stato un prete “rivoluzionario”, di amore e pace, seguendo le orme di Gesù, accompagnato per mano dal maestro don Bosco, considera tutti i figli di Dio uguali, il bello come il brutto, il buono, il cattivo, il sobrio e l’ubriacone, l’intelligente come il demente. Il fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto entrava nel cuore delle persone, per sempre, come altri preti “rivoluzionari”: Lorenzo Milani, Primo Mazzolari, Zeno Santini (che fondando Nomadelfia dà una mamma ai bambini che non l’hanno), Cesare Mazzolari (il vescovo comboniano che libera gli schiavi e i bambini soldato nel Sudan), Ernesto Balducci, Oscar Arnulfo Romero (il vescovo contadino ucciso in Salvador dalle squadre della morte), Giovanni Fornasini (parroco di Sperticano, medaglia d’oro al valor militare, morto coi suoi parrocchiani durante gli eccidi di Marzabotto), e tanti, tanti altri ancora. Stare sempre dalla parte degli ultimi con l’impegno di dare a loro la dignità negata. “Vorrei con tutto il cuore che la mia amata Chiesa cattolica non volesse mai avere un “posto speciale” nella storia. Essa è sale, è lievito, è chicco di grano. Non ha nulla da spartire con il Potere”. Don Andrea Gallo ha rappresentato la speranza, la speranza civica, che una vita migliore può esistere. Anche le sue impronte sono incancellabili. “Il bisogno di educare coscienze mature e responsabili non deriva da una generica esigenza morale, ma da una concreta urgenza di questo tempo. Siamo tutti compagni di strada, alla ricerca, non necessariamente allo sbando. Così i cristiani cercheranno di aprire cammini assieme agli altri uomini, così loro si sforzeranno di edificare la polis senza titoli di privilegi, senza ricette infallibili, senza pretese di egemonia”. Grazie Don. Che la terra ti sia lieve.


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