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Calcio. Disciplinare per patron Grosseto: discrimina i giornalisti

 

Il patron Piero Camilli deferito dal procuratore federale per aver ostacolato diritto cronaca. Bene, dicono FNSI, USPI e Ossigeno

ROMA – Piero Camilli, presidente della società Grosseto Calcio, è stato deferito alla Commissione Disciplinare dal Procuratore Federale della Figc (Federazione Italiana Gioco Calcio) per avere ostacolato il diritto di cronaca, avendo impedito l’accesso alla tribuna stampa a tre giornalisti e un fotografo, tenuti fuori dallo stadio per “la pubblicazione di articoli e foto non graditi”.

A marzo del 2012 la società di calcio maremmana aveva ritirato l’accredito a due cronisti e un fotoreporter che avevano raccontato con articoli e foto una lite pubblica, avvenuta in tribuna, tra il presidente del Grosseto, Camilli, e il presidente del Torino, Cairo. L’accredito è stato ritirato al collaboratore del ”Corriere di Maremma”, Giancarlo Mallarini, e a Matteo Alfieri, collaboratore della ”Nazione” e corrispondente dell’Ansa, e al fotoreporter Fiorenzo Linicchi, che aveva immortalato il diverbio tra i due presidenti e pubblicato la sequenza sul sito internet grossetosport.com. Le foto erano state pubblicate anche dal quotidiano “Tuttosport”.

Il Procuratore Federale sottolinea che Camilli “ha precluso a giornalisti e fotoreporter l’esercizio del diritto di cronaca e delle rispettive professioni”. A titolo di responsabilità diretta è stata deferita anche la società toscana. Camilli è accusato anche di “omessione” perché non ha comunicato alla Lega Calcio di aver adottato quel provvedimento.

La decisione del Procuratore Federale è stata commentata con soddisfazione dalla FNSI, dalla Unione Stampa Sportiva Italiana (USSI) e da Ossigeno per l’Informazione, che ha puntualmente riferito e stigmatizzato le ritorsioni di Camilli nei confronti di operatori dell’informazione.

FNSI-USSI – Il segretario della Fnsi, Franco Siddi, e il presidente dell’Ussi, Luigi Ferrajolo, hanno sottolineato che questo provvedimento segna “un punto di svolta significativo, di civiltà sportiva e di riconoscimento del valore della libera informazione e del diritto di cronaca. É la prima volta che accade nel mondo del calcio professionistico, dove gli atti di ostilità e prevaricazioni verso giornalisti spesso sono stati rivendicati da società sportive come scelta di impresa in nome del diritto di proprietà. Il fatto che sia stata deferita anche la società è un atto di deterrenza per un fenomeno negativo, dannoso anche per lo sport”.

OSSIGENO – “La novità è evidente e positiva, perché – ha dichiarato Alberto Spampinato – finora i giornalisti discriminati da patron arroganti e dispotici avevano dovuto appellarsi alla magistratura ordinaria per farsi riammettere allo stadio o agli allenamenti. Finalmente il mondo del calcio ammette di fare parte dello stesso universo in cui è garantito ai giornalisti e ai fotoreporter di fare il loro lavoro in autonomia e con spirito critico, raccontando anche i fatti sgraditi che i padroni di casa preferirebbero non fossero divulgati, ovvero fossero censurati”.

OSSIGENO

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