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A-more uxorio

 

In quel del 2001 l’on.Casini, convivente more uxorio, ottenne che la copertura integrativa sanitaria -obbligatoria per i parlamentari cui viene detratto l’importo di 500 euro dalla mensile retribuzione lorda direttamente da Montecitorio-  si estendesse per legge anche alle coppie di fatto. Premesso che tutti i cittadini anelerebbero a coccolarsi con queste polizze integrative ma che dati gli elevatissimi costi ben pochi se ne possono privilegiare, ebbene per noi sostenitori di parità tra il more uxorio e il matrimonio, la ratio di quella legge non fa(rebbe)una grinza. Gli è però che i parlamentari anziché incastonare (quel)la ratio nel diritto di tutti gli italiani, l’hanno adoperata giusto per propria casta. A distanza di circa 10 anni l’on. Concia prima e l’on. Scalfarotto dopo, hanno rivendicato il diritto (peraltro pure ribadito da cassazione e corte costituzionale) che “coppia di fatto” è anche l’unione gay. Nell’anno 2013 d.C. Scalfarotto ne ha (evviva!) ottenuto il riconoscimento votato dalla maggioranza con l’astensione M5S.

Scalfarotto dichiara d’aver proseguito la battaglia di Concia col preciso obiettivo d’insinuarsi nella ratio della legge spettante per diritto a tutti gli italiani, non già meramente all’interesse personale o, peggio, parlamentar-castale. E sarebbe pur tempo, caro onorevole, visto che i fatti dimostrano tanto la velocità con cui ‘sto ricco parlamento promulga leggi ad personam, quanto l’esasperante (vergognosa) lentezza aggravata da sfibrante blablologia,  con cui provvede nell’interesse degli italiani tutti!

Ora ci dimostri il “MO’ BASTA!”

OT Ma quand’è che voi 163 parlamentari (mica Grillo e/o Casaleggio) realizzerete che  per modificare e o stravolgere proprio  il (qualunque e ogni) sistema è indispensabile insinuarsi all’interno di questo e non già limitarsi a dire che “fa schifo” ?!

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