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La vera rivoluzione? Quando saranno un milione di uomini a ballare contro la violenza alla donne

 

Pistorius fino a ieri era il campione perfetto, un po’ di più di un semplice sportivo: un esempio di vita oltre che “the fastest thing on no legs”. 26 anni di concentrazione di forza di volontà che lo avevano portato a superare il dramma della malattia congenita che dopo soli 11 mesi di vita lo costrinse all’ amputazione di entrambe le gambe. Anni di fatica, a rincorrere nello sport forse non solo un’ uguaglianza agonistica che- naturalmente- non poteva esserci mai: troppo forte per le paraolimpiadi, troppo “particolare” per correre alla pari con chi non aveva due arti in carbonio. Poi la mattina di San Valentino cambia tutto: il campione, l’esempio, uccide la sua fidanzata con quattro colpi di pistola giustificandosi di averla “scambiata per un ladro”. A parte la prima logica obiezione “ma tu ad un ladro spari quattro colpi in testa?” con le ore torna a galla la verità: le presunte ripetute violenze domestiche, la gelosia sfrenata e la lite furibonda poco prima degli spari. Crolla l’esempio, crolla la storia col lieto fine proprio nel giorno degli innamorati, nel giorno in cui in tutte le donne con il flash mob mondiale One Billion Rising, provano a dire ‘Basta!’ a stupri e femminicidio. Sempre oggi è morta a Napoli-dopo tre giorni di agonia- Giuseppina di Fraia, 52 anni, investita e incendiata dal marito, Vincenzo Carnevale. La mattina dell’11 febbraio si stava recando a lavoro presso un’altra abitazione dove prestava servizio come colf, quando il marito le ha teso un agguato. L’ha inseguita e l’ha investita con la sua Fiat Tipo. Ad assistere alla scena alcuni passanti che sono stati subito rassicurati dall’uomo: a loro ha giurato che non era sua intenzione investirla, ma che voleva solo parlarle, che l’avrebbe condotta in ospedale e che si sarebbe preso cura di lei. E invece, pochi metri più in là Carnevale prima ha fatto scendere la moglie dall’auto tirandola per i capelli, poi l’ha cosparsa di benzina, quindi le ha dato fuoco.

«Una donna su tre sul pianeta viene violentata o picchiata durante la sua vita. Un miliardo di donne è un’atrocità, più di un milione di donne che danzeranno insieme sarà una rivoluzione» era la frase spot della giornata di oggi. Qualcosa indubbiamente si muove ma forse rivoluzione vera sarà solo quando saranno un milione di uomini a ballare contro la violenza alla donne e contro alla cultura malata che trasforma un uomo normale e un campione in bestie che nulla hanno a che fare con l’amore, con San Valentino ma nemmeno con il genere umano

*Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari

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