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Adro. Una piccola Ilva nel cuore della terra dei vini?

 

Adro è l’ Italia, bellezza. Partiamo con  il dire che la situazione sociale ed economica di quel luogo  non è tanto diversa dal resto del Paese. Adro, nel cuore della Franciacorta dei prelibati vini, doveva essere un modello “campione” di un certo tipo di politica discriminatoria attuata attraverso la limitazione di bonus bebé, sostegni alla scuola e
alla casa, la mensa: diritti insomma solo per chi può pagarseli e non è straniero. 

In questo, la politica del sindaco leghista Oscar Lancini (candidato al Senato, per la serie liste pulite) ha fallito solo in virtù di una serie di scoppole giudiziarie che lo hanno sempre condannato.

Cause intentate congiuntamente dalla Camera del Lavoro di Brescia, Associazione Avvocati
per Niente di Milano oltre ad alcuni cittadini.

Di opposizione politica neppure l’ombra: Idv, Pd (l’ex sindaco di Brescia
già senatore Paolo Corsini, per la cronaca, è nato ad Adro) e Movimento
Cinque Stelle compreso, tutti hanno taciuto.

Tornando alla mensa: il fabbisogno globale è di 6 mila euro l’anno, poca
roba per un paese di 7 mila abitanti. Nelle scorse settimane il problema è
stato risolto, temporaneamente, con l’autotassazione da parte delle
maestre per permettere agli alunni meno abbienti di pranzare a scuola
insieme ai compagni.

Silvano Lancini (l’imprenditore-benefattore) mantenendo fede alla sua
scelta di non apparire in televisione per  evitare qualsiasi tipo di
strumentalizzazione,  ribadisce: “Dobbiamo far capire che un euro non è
niente per chi ne ha mille ma è un infinito per chi non ha nulla.
Purtroppo questo concetto non riesce ad entrare nella testa del nostro
sindaco”. Tema solidarietà, sempre secondo l’imprenditore: “L’attenzione
al bisogno era nelle corde della nostra gente nel passato e la crisi
comincia a farci capire meglio che potrebbe essere obbligatoria nel nostro
futuro. La solidarietà è l’attenzione ad un amico che ha perso il lavoro,
a chi fatica a pagare il mutuo della sua casa. Ma poi ci sono i bisogni
che vanno oltre il denaro rappresentati dal senso di prossimità, dal
rispetto della persona e la percezione di non essere soli. Solo
esercitando l’attenzione possiamo vivere sereni pensando che il nostro
possibile bisogno di domani potrebbe trovare un tessuto sociale sensibile.
E questo ci fa vivere meglio l’oggi.”

A quanti considerano  queste parole solo ideali, ecco la ricostruzione di
alcuni fatti: ad Adro  sono stati spesi milioni per l’area feste, buona
per imprimere due giganteschi Soli delle Alpi oggi coperti, come del resto
quelli che hanno campeggiato nella scuola. Da due anni ci si concentra
sull’apertura di un centro sportivo del costo di 77 milioni di euro a
fronte dei 6 mila necessari per la mensa; e fin qui, niente di nuovo
rispetto all’abituale sperpero di denaro pubblico della nostra Italia.

Ma il meglio deve ancora arrivare: una procura sta indagando su un’azienda
di Adro, fallita e sequestrata, appartenuta al sindaco Oscar Lancini e
alla sua famiglia, rivenduta e che ha ottenuto le autorizzazioni a
smaltire rifiuti pericolosi. Legambiente Erbusco circolo Ilaria Alpi nel
suo esposto denuncia:  “Cambia il nome ma sono sempre le stesse scorie
tossiche e pericolose, anzi sarà pure peggio.

Grazie alla nuova autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Brescia il
14 marzo 2012, l’impianto della Vallesabbia Servizi, a differenza della
vecchia Elg, potrà smaltire in Franciacorta micidiali scorie industriali
liquide contemplate dal Catalogo europeo dei rifiuti (Cer).  Un’attività
per cui è̀ stata richiesta una fidejussione di soli 347mila euro,  somma
del tutto insufficiente a far fronte a eventuali incidenti,
malfunzionamenti dell’impianto e bonifiche. Basti pensare che, oltre a
tutti gli altri rifiuti speciali pericolosi, saranno trattati ad esempio
liquidi contenenti fino a 100mila microgrammi al litro di Cromo
esavalente, quando il limite per la falda acquifera è di 5 microgrammi al
litro. Cosa succederebbe se anche solo una piccola parte di questi liquidi
dovesse finire nell’ambiente?”.

Una piccola Ilva nel cuore della terra dei vini? E la politica tace,
bellezza.

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