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A proposito di notizie dimenticate… E la strage di Viareggio?

 

La memoria non è una notizia. I giornali e le televisioni si annoiano a raccontare come finiscono le storie;  meglio e più facile  rincorrere l’ ultimo “cinguettio” del penultimo politico di turno. La gente “comune” invece,  abituata a far di  conto, si chiede: “Che fine hanno fatto?”. Che fine  hanno fatto le vite di quelli che restano dopo una grave tragedia? Chi fa il mestiere del giornalista è abituato a spremere, invadere la vita di chi,  suo  malgrado, viene catapultato nella “notizia”. Gente di cui magari non ne sentiremo mai più riparlare perché, si sa, la memoria non è una  notizia. Beppe Giulietti ama ripetere che Articolo21 vuole dare voce a quelli che non hanno alcuna possibilità di farsi sentire, illuminare le storie di questo Paese abituato a dimenticare. A Viareggio le famiglie reduci del disastro ferroviario in cui sono morti i loro cari, non dimenticano. Riccardo Antonini, il ferroviere  licenziato per aver aiutato i familiari  nella ricostruzione dei fatti nell’ iter processuale aspetta. Di seguito pubblichiamo due lettere aperte che  hanno scritto. Loro non “cinguettano” su Twitter.

STRAGI
Di Daniela Rombi,
Assemblea 29 giugno
Associazione familiari strage ferroviaria di Viareggio “Il Mondo Che Vorrei” onlus
Abbiamo letto con piacere la sentenza civile della strage di Ustica, sulla ‘Vostra’ strage!
Vi porgiamo la nostra sincera solidarietà e vicinanza in questo momento che da un po’ di luce al buio che vi circonda da quasi 33 anni. Per noi siete un esempio di lotta: non avete mai mollato, neanche un momento, avete cercato e voluto la verità con tutte le vostre forze, senza mai fermarvi di fronte a niente e finalmente avete strappato un importante risultato. Qui a Viareggio, proprio oggi, sono trascorsi 43 mesi da quel maledetto 29 giugno 2009 e, ad oggi, ancora non è accaduto niente, la giustizia è lenta, troppo lenta per le nostre tragedie. Ma anche noi, come voi, non molliamo, non ci arrendiamo e lotteremo ogni giorno con le unghie e con i denti, perché vogliamo la verità sulla morte
dei nostri 32 cari. Anche per Viareggio, come in tutte queste stragi italiane,
ci sono responsabilità che, per interesse e potere, qualcuno vuole tenere nascoste. Ma noi non ci stiamo. Come per i cieli, anche per binari
ferroviari, i responsabili dovevano e devono garantire la sicurezza dei viaggiatori, dei ferrovieri ed ora dobbiamo dire anche di cittadini che stavano riposando nella sicurezza delle proprie abitazioni. Come per voi, anche per noi e per tutti, lo “Stato” deve, dovrebbe, vigilare ed essere in grado di tutelare la sicurezza e la salute dell’intera collettività! Le motivazioni sulla strage di Ustica ci danno speranza, hanno un significato profondo ed importante, ci aiutano a continuare a sperare. Tutti noi vi abbracciamo, un abbraccio grande, collettivo, forte per dirvi grazie!

Perché non ho mollato …
 di Riccardo Antonini
Oggi era in programma l’udienza per la firma del “Verbale di Conciliazione Giudiziale” sulla mia reintegrazione. L’Ad delle ferrovie Moretti ha firmato, il sottoscritto No perché si tratta di un verbale che mette in discussione la dignità e la coscienza del sottoscritto. Se e quando rientrerò in ferrovia, questo sarà in piedi e a testa alta, non in ginocchio e con il cappello in mano, come vorrebbe il sig. Moretti.
Questa mattina ho assunto responsabilmente e coerentemente la difficile decisione di non sottoscrivere quel verbale per salvaguardare la mia dignità. Non era possibile sottoscrivere un documento che nega la verità, non era possibile sottostare a questo ricatto. Non si può, sempre e comunque, barattare la dignità. La strage di Viareggio non si compra, non si baratta, non si svende.
Il sig. Moretti pensava di incassare un “risultato” da spendere contro i lavoratori impegnati su sicurezza e salute e contro i familiari dell’immane tragedia di Viareggio oltre a farne una inutile e falsa strumentalizzazione politica. Forse non ha ancora capito che ‘Viareggio’ non sta sul mercato e non è disponibile a subire alcun tipo di ricatto o di compravendita.
In questi mesi ho mostrato profondo senso di responsabilità accettando la proposta di conciliazione del giudice del 5 luglio 2011 (respinta dalle ferrovie) ed ancora con la proposta di conciliazione presentata questa mattina nella quale non pretendo dal sig. Moretti di riconoscere l’opera di denigrazione, di ricatto, di minaccia, di provocazione attuata nei miei confronti da quando sono impegnato in questa battaglia per sicurezza, verità e giustizia.
La forza per proseguire questa lotta la ricevo da numerosi familiari presenti anche al presidio di martedì 22 gennaio a Lucca.
Saputo di quanto accaduto questa mattina, un familiare a me molto caro mi ha inviato questo sms: “Ciao Riccardo, hai scelto la strada più difficile per te e per la tua famiglia, ma hai anche scelto l’unica che può cambiare questo sistema. Ti ringrazio a nome mio e della mia famiglia. Un abbraccio”.

24 gennaio 2013                                                                                         riccardo antonini

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