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Reato di tortura. “Iter bloccato per troppe resistenze”

 

Nonostante gli sforzi e le battaglie fatte l’inserimento del reato di tortura nel nostro codice penale potrebbe nuovamente saltare. A lanciare l’allarme, nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri, un gruppo di senatori del Pd fra cui il relatore della proposta di legge Casson, Pietro Marcenaro, Mauro Palma e il presidente di A buon diritto Luigi Manconi. Il problema, secondo i relatori, starebbe nelle eccessive reticenze già mostrate da diversi parlamentari, soprattutto di centro-destra, nell’introduzione di una simile fattispecie di reato, a loro avviso “offensiva” nei confronti delle forze dell’ordine. E i segnali di queste resistenze, sottolinea Marcenaro sarebbero già abbastanza evidenti: in primo luogo l’Aula del Senato ha deciso di rimandare in commissione il testo, nonostante il parere favorevole già da essa espresso, in seconda battuta il ritardo da parte della Camera nel licenziare il testo d’istituzione della Commissione nazionale per la promozione e protezione dei diritti umani, e il successivo rallentamento dell’intero iter.

La sensazione, a detta dei presenti è che non ci sia alcuna volontà di far approvare il testo entro fine legislatura, come invece più volte era stato detto.
Ci sarebbe infine, secondo i relatori, un problema di fondo: una mancata sensibilizzazione dell’opinione pubblica, scarsamente informata sull’argomento, come denota Palma: “L’Italia a Strasburgo e’ stata condannata varie volte per varie cose – ha spiegato – ma rispetto alla tortura non e’ stata mai condannata fino al 2008, mentre e’ stata condannata 11 volte dal 2008 ad oggi. Quel che mi colpisce e’ che questo incremento non e’ oggetto di una richiesta di un perche’ e di cosa possa essere accaduto”.

Ma a fare contemporaneamente pressione sull’Italia è anche il Consiglio d’Europa attraverso il Comitato per la prevenzione della tortura (Cpt) che nel suo rapporto annuale, guarda caso pubblicato ieri, ribadisce la necessità da parte di ogni stato membro di creare un organismo nazionale indipendente per il monitoraggio della situazione carceraria nonché, per quanto riguarda il nostro paese che risulta ancora inadempiente, ratificare il protocollo della Convenzione contro la tortura delle Nazioni Unite, entrato in vigore nel 2006.

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