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Aquila-Taranto: Prodotto Interno Lordato

 

di Nadia Redoglia
Ha suscitato molto scalpore (per lo più tra coloro che là non c’erano) la sentenza di primo grado che ha condannato a sei anni di carcere sette componenti della commissione Grandi Rischi che nel 2009 rassicurarono gli Aquilani sull’improbabilità di una tremenda scossa sismica, a seguito dei ripetuti  sciami sismici che la popolazione spaventata avvertiva con terrore. Accadde invece la tragedia che si portò via 309 persone lasciando a terra tonnellate di macerie. Per altro verso chi mise in dubbio quelle assicurazioni fu denunciato per procurato allarme…
Il ministro della sanità ha ufficialmente pubblicato i dati agghiaccianti* riferiti alla mortalità per neoplasie, alla contrazione di patologie circolatorie/respiratorie e all’aspettativa di vita della popolazione di Taranto e luoghi limitrofi. Le macabre cifre che colpiscono bambini donne e uomini sono da imputare all’esposizione d’inquinamento industriale…

Come nella tragedia abruzzese anche per Taranto i cittadini furono assicurati dallo Stato: va tutto bene, non c’è pericolo. L’unica differenza è che la prima “s’è risolta” in una notte, la seconda ha dovuto patire agonie durate anni e anni. Coloro che denunciavano erano presi a pesci in faccia, umiliati e anche denunciati per diffamazione e procurato allarme…
Perché?

Una risposta la intravediamo subito. Il rapporto realizzato dalla commissione governativa sulla prevenzione della corruzione stabilisce che l’Italia, come il Ghana e la Macedonia, si colloca ai primi posti per tasso di corruzione. Il premier afferma che il fenomeno mina la fiducia dei mercati. Senz’altro, ma finché non si sminerà tutto il territorio contaminato si potrà andare da nessuna parte, a meno che non si voglia proseguire ad ammazzare cittadini.

*http://www.salute.gov.it/dettaglio/phPrimoPianoNew.jsp?id=353

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