Sei qui:  / Articoli / Interni / Le terre di Don Diana

Le terre di Don Diana

 

(Con questo primo articolo Giulia Tosoni cura sul sito di Articolo21 uno spazio quotidiano dedicato al viaggio promosso da Libera, nella provincia di Caserta).
Una terra ricca, grassa, fertile e bellissima. Molto diversa da come te la immagini, conoscendo la storia dei rifiuti tossici, delle discariche abusive e dei traffici del clan dei casalesi. Certo, il litorale domizio, un tempo meta turistica internazionale, è deturpato e ormai invaso dai rifiuti.
Eppure è proprio qui, tra Pignataro Maggiore, Castel Volturno e Cancello Arnone che sorge una delle Cooperative di Libera Terra- la prima in Campania- che porta il nome del prete anticamorra ucciso nel 1994.

Qui i cinque soci della cooperativa producono grano per i paccheri e mozzarelle di bufala. Che non si deve chiamare “mozzarella della legalità”, ci spiega Roberto, 30 anni, agronomo laureato a Portici. Perchè nella zona ci sono tanti produttori per bene. “Il giusto/gusto della mozzarella” è il nome che hanno scelto per il frutto di questo caseificio, sorto in quelle che erano le stalle dei cavalli di razza di Michele Zazza, re del contrabbando di sigarette. Oggi è un luogo solare e aperto, pieno della vitalità dei ragazzi di tutta Italia che partecipano ai campi di lavoro. Al mattino li incontriamo in uno dei campi di grano che sono stati bruciati dal fuoco all’inizio di luglio. Al pomeriggio fanno corsi di formazione sulla storia del territorio. Tra loro, Jacopo e Carlo, studenti fuori sede a Padova e animatori del gruppo locale di Libera. Ci raccontano che il gruppo della settimana passata aveva deciso di ripulire un’oasi poco lontano dal campo. Poi si sono chiesti che senso avesse. Così hanno preso i sacchi dell’immondizia e hanno sfilato per il paese, fino a incontrare le autorità locali e ad ottenere sostegno e coinvolgimento della cittadinanza. Domani, dicono, torneranno all’oasi insieme ad associazioni e cittadini del posto.

Massimo Rocco, 35 anni, è il presidente della cooperativa e uno degli aiuto caseari. Dopo aver vissuto a Roma per molti anni, l’esigenza di stare vicino alla famiglia e di avere un lavoro in grado di soddisfarlo l’hanno riportato qui. A dimostrare che è possibile coniugare etica, responsabilità e qualità di un prodotto artigianale. A respirare la loro stessa aria e a mangiare la loro ricotta, pare proprio che ci stiano riuscendo.

viedelsud.blogspot.it

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE