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La difesa di Scarpinato e’ un dovere verso l’Europa

 

La prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura ha un’occasione storica per dimostrare che l’Italia e’ a pieno titolo un paese dell’Unione Europea e non soltanto un debitore che cerca dilazioni. Tra i principi fondamentali dell’Unione v’e la libertà di manifestazione del pensiero. Sulla pratica Scarpinato, attaccato per avere ricordato l’attualità dell’impegno di Paolo Borsellino contro i compromessi fra uomini dell’istituzione e capi mafiosi, la Commissione del CSM ha solo una risposta da dare, forte e chiara: nel nostro paese chiunque critichi la gestione della cosa pubblica non solo esercita un diritto, ma anche adempie a un dovere, tanto più impegnativo quando chi parla riveste la toga del magistrato. L’articolo 21 della Costituzione, cui e’ conforme, nei trattati europei, la Carta di Nizza, tutelando la libera manifestazione del pensiero e’ il fondamentale baluardo della democrazia.

Per questo la Commissione dovrà deliberare non solo l’archiviazione della pratica Scarpinato, ma anche l’adesione al documento sottoscritto dai quattrocento magistrati che difendono, insieme al loro collega, la democrazia italiana contro una pericolosa involuzione che potrebbe portarla fuori dall’Europa. A Bruxelles il nostro governo sarà chiamato a rispondere non solo della contabilità pubblica ma anche del rispetto dei principi fondamentali dell’Unione.

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