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Il ministro dello spot

 

di Nadia Redoglia
Era tempo che un ministro s’indignasse contro le falsità pubblicitarie a danno del suo dicastero! Mario Catania (ohibò, ci stanno mica solo i Passera&Fornero&Grilli&Clini&Profumo) delle politiche agricole ha espresso il suo fastidio per lo stereotipo dell’agricoltore soggetto marginale, interpretato da due villici+un cittadino pirla. A quando l’affacciarsi dei suoi colleghi dichiaranti   “vilipendio quotidiano” a scapito dei loro ministeri e degli italiani costretti a subire? Vediamolo. Il Benessere (Welfare) è spacciato da famiglie dopate con prodotti da forno, beveroni, spray ascellari/assorbenti antipuzza e disinfettanti.

Lo Sviluppo Economico e Finanze è garantito solo se t’appendi al tram e allo striscione, giochi col cerchio manco fossi il Derossi del libro Cuore, ospiti una vacca in casa. Siccome il “dello Sviluppo Economico” è pure “delle Comunicazioni” gli ricordiamo i (qui già fatti notare) quiz telefonici per sottosviluppati comunicatori. La tutela dell’Ambiente ha poi l’esclusiva: ci stanno tutti quelli invisi agli ambientalisti. Prima d’accorgersene però, ci possono passare pure 30 anni: ha voglia a rimediare! L’Istruzione, oltre alla facilità di superare tutti gli esami in privato, ché nel pubblico non ti capiscono (cfr il Trota), gode d’ampia pubblicità occulta servendosi delle meglio performance istituzionali locali e nazionali.

Ecco, subito dopo aver manifestato cotanto disappunto e prima d’inoltrarci le vostre “pubblicità progresso”, ai titolari dei dicasteri avremmo ancora un piacerino da chiedere: potreste  mica attivarvi a che, delle finali palate d’euro al chilo che paga il cittadino pirla al bottegaio per verdure e formaggi, vada qualcosa in più dei pochi centesimi da fame che elemosiniamo ai villici? Naturalmente è solo un esempio da cui prendiamo spunto, ma solo perché sono state le politiche agricole a fare d’apripista.

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