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“Melissa è su questa nave con noi”

 

Arriva a Palermo la Nave della Legalità; tanti i pensieri rivolti alla studentessa di Brindisi, morta sabato scorso. Autorità e ragazzi l’hanno voluta ricordare insieme a Falcone e Borsellino. Sul palco, nell’aula bunker di Palermo, di fronte a migliaia di spettatori, hanno raccontato la paura provata quella mattina, solo pochi giorni fa, il 19 maggio. Due studentesse della stessa scuola di Melissa, la Mordillo-Falcone di Brindisi, commosse, sono riuscite a trasmettere le emozioni intrappolate sulla carta dalle loro penne. “Avevo paura, non so di cosa, ma avevo paura”, legge una di loro, ricordando il momento in cui, avvicinandosi all’ingresso come ogni mattina, ha visto qualcosa di diverso: il fumo. Era proprio lì, dove di solito si siedono i compagni di classe. È successo qualcosa di brutto, lo si realizza in pochi secondi; il terrore che possano essere rimasti coinvolte amiche e amici cresce. Poi la scoperta che è morta una ragazza, Melissa, sedici anni. Difficile credere che “morte” e “sedici anni” possano convivere in una sola frase. Gli applausi di migliaia di mani accompagnano queste testimonianze.

Il 23 maggio, insieme agli altri studenti provenienti da tutta Italia, sono sbarcati a Palermo i giovani della scuola secondaria superiore Mordillo-Falcone, accompagnati dagli insegnanti e dal preside. Il lutto,ancora vicino, non li ha fermati. Tra le centinaia di striscioni colorati che hanno sfilato per le vie di Palermo, molti sono dedicati a Melissa, presente nelle parole di autorità e ragazzi per tutta la durata della manifestazione.
“Si è aggiunta un’altra data, il 19 maggio 2012. Oggi, come ieri, non posso che piangere con le famiglie delle vittime”, con queste parole Maria Falcone, sorella del magistrato, apre la giornata di commemorazione nell’aula dove, per la prima volta, è stata dimostrata la vulnerabilità della mafia.

In una giornata grigia, di pioggia, a questa edizione della Nave della Legalità, a venti anni dalla strage di Capaci, nella quale ha perso la vita Giovanni Falcone, ha ricordato una nuova giovane vittima. Nessuna certezza su chi sia il colpevole o su cosa lo abbia spinto ad agire: “è al lavoro il meglio dell’intelligence italiana, non sappiamo ancora se si tratti del gesto di un folle oppure no”, ha dichiarato Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, poco prima di salire a bordo della nave che lo ha condotto nel capoluogo siciliano. Poco altro è stato detto sulle indagini in corso; la fuoriuscita di informazioni ha già fatto perdere alle forze dell’ordine il vantaggio acquisito, che ora si sta tentando di recuperare.

È certo, però, che nella giornata dedicata alla legalità, i partecipanti abbiano voluto esprimere la rabbia e la solidarietà generati da questa morte insensata, urlando al mondo che la paura non avrà il sopravvento. Come prima, i giovani di Brindisi continueranno a varcare ogni mattina le porte della scuola.
“La pagheranno”, queste le parole di condanna del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, tuonate nell’Ucciardone contro coloro che “hanno stroncato la vita di Melissa” e hanno scelto di “offendere la memoria delle vittime della mafia” colpendo un istituto intitolato a chi per la legalità è stato ucciso. “Saranno assicurati alla giustizia”, questa è la promessa che il capo dello Stato fa risuonare dentro alle mura della storica aula giudiziaria.
“Completate con impegno la vostra formazione, aprendo porte e finestre se vi si vuole tenere fuori; scendete in campo per rinnovare la politica e la società. L’Italia ne ha bisogno. L’Italia vi ringrazierà”, conclude Napolitano.
Promuovere il ruolo attivo dei giovani nella battaglia contro la criminalità organizzata, attraverso la diffusione di una cultura di legalità, è lo scopo della Nave della Legalità. “La vostra presenza qui è una lezione alla violenza”, esordisce il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, “La mafia teme la scuola più che la giustizia. La scelta di stare qui è la promessa per un futuro migliore”.

È emozionante camminare per le strade di Palermo il 23 maggio. Sono ore dedicate alla commemorazione, eppure, nel mezzo del corteo che si conclude di fronte all’albero di via Notarbartolo, l’albero di Falcone, l’atmosfera è quella di una celebrazione gioiosa. L’entusiasmo e lo spirito dei giovani impegnati nella guerra contro tutte la mafie è trascinante, non si ferma di fronte ai muri di indifferenza e ostilità incontrati. Sradicare la mentalità che consente alla criminalità organizzata di continuare a vivere è un obiettivo che può essere realizzato solo a partire da qui; è questa la convinzione, che la Nave della Legalità riesce a trasmettere.

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