Emfa, la grande incompiuta

E’ obbligatorio frequentare il salotto di Bruno Vespa?

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Porta a Porta, la Terza Camera, come lo definì Giulio Andreotti, è un salotto televisivo molto frequentato e molto ambito, nonostante sia risaputo che il conduttore Bruno Vespa ha da sempre un “editore di riferimento”, come lui stesso dichiarò nel lontano 1992 quando era direttore del Tg1. La DC, segretario Forlani, alle elezioni ebbe una notevole perdita di voti, il segretario del Partito Repubblicano Giorgio La Malfa, durante una trasmissione a commento del voto, condotta da Vespa, lo accusò di “parzialità giornalistica e di essere al servizio del potere politico”, lui rispose che la DC era il suo editore di riferimento.

Un altro fatto avvenuto nel 2005 ci fa comprendere perché al potere politico piace Vespa, quando al telefono con Salvo Sottile, sotto intercettazione perché indagato, allora portavoce di Gianfranco Fini, concordò per la partecipazione del vice presidente del Consiglio e ministro degli Esteri a Porta a Porta, sia i temi che gli ospiti, esordendo così, da provetto sarto dell’informazione, per convincere Sottile a portare il capo in trasmissione: “La puntata gliela strutturiamo addosso”.

Quello che è successo il 21 ottobre scorso con la coordinatrice nazionale dell’UdU, Unione degli Universitari, Sabrina Brizzola, invitata per parlare del diritto allo studio e sulla situazione degli studenti in Italia, non deve sorprendere, in perfetto stile Bruno Vespa l’ha interrotta, l’ha zittita mentre lei stava denunciando che l’Italia ha un tasso molto alto di abbandono dell’Università, e con fare paternalistico l’ha invitata a documentarsi prima di andare in tv e di andare a studiare.

Qualche tempo fa è accaduto a Giuseppe Provenzano del PD; Angelo Bonelli di AVS a Cinque minuti è stato accusato da Vespa di essere politicamente responsabile, insieme a tutta l’opposizione, delle violenze e degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine a causa della loro presenza nel corteo di Torino; per non parlare delle urla di Vespa per interrompere un battibecco tra il direttore del Tempo Tommaso Cerno e la deputata del PD Debora Serracchiani, stavano discutevano sull’ennesimo decreto sicurezza del Governo.

Un autorevole rappresentante del PD, che ogni tanto frequenta il salotto di Vespa, mi ha raccontato che a volte il conduttore, invece di far replicare gli altri ospiti alle sue dichiarazioni, si erge a controparte.

Durante un’intervista all’allora segretario della CGIL Sergio Cofferati, dopo che aveva portato 3 milioni di cittadini a Roma al Circo Massimo per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori contro il governo Berlusconi, gli chiesi perché non lo avevo mai visto a Porta a Porta, lui mi rispose: “Non vado dove so che non mi rispettano”.

Sorge spontanea una domanda: “Andare da Vespa lo prescrive il medico?”

 


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