Il rapporto di ONU, UE e Banca Mondiale (aprile 2026) calcola 35,2 miliardi di dollari di danni fisici e 22,7 di perdite economiche. Per ricostruire Gaza serviranno 71,4 miliardi in dieci anni, 26,3 nei primi 18 mesi. L’economia di Gaza si contrae dell’84%, più della metà degli ospedali è fuori uso e lo sviluppo umano arretra di 77 anni. Per il Committee to Protect Journalists (CPJ), sono 247 i giornalisti e operatori dei media uccisi tra Gaza, Libano, Iran e Yemen dall’inizio delle due guerre. Di questi, 241 sono stati uccisi da Israele, tra cui 189 palestinesi a Gaza. Davanti a questi dati, non c’è alcuna giustificazione nella pianificazione meticolosa dello sterminio della popolazione palestinese da parte di Israele, all’uccisione sistematica di migliaia tra bambini, donne, anziani, successivo alla stage del 7 ottobre 2023. Ora servono verità sugli alert inviati da più parti a Israele sulla preparazione della strage del 7 ottobre, rimasti inascoltati, sanzioni severe contro Israele e giustizia, con l’esecuzione del mandato di cattura emesso dalla Corte penale internazionale nei confronti di Netanyahu per crimini di guerra e contro l’umanità a Gaza.
A 3 anni dal 7 ottobre 2023, il mondo resta diviso tra memoria della strage di Hamas e la distruzione di Gaza
Tre anni fa, il 7 ottobre 2023, Hamas organizza un attacco militare contro Israele senza precedenti. Dalla Striscia di Gaza partono 5 mila razzi verso gli israeliani. Milizie palestinesi controllano i valichi di Kerem Shalom e Erez, distruggono postazioni militari di frontiera, colpiscono civili e militari israeliani. Altri militanti di Hamas atterrano con i deltaplani a Re’im, durante un festival musicale, aprono il fuoco contro la folla che tenta la fuga, uccidendo più di 260 persone. I sopravvissuti all’attacco vengono presi come ostaggi e trasportati a Gaza. Seguono irruzioni nei Kibbutz, stragi, occupazioni di basi militari. Il bilancio è impressionante: 1200 morti, 251 ostaggi. Parte la repressione israeliana. Gaza viene rasa al suolo. Si registrano ad oggi 74.237 morti e 175.206 feriti, di cui 1.454 dopo la fragile tregua firmata tra le parti il 10 ottobre 2025. .
Un genocidio contro la popolazione palestinese, pianificato da Netanyahu.
