I fatti li ha messi in fila egregiamente Gianluca Lettieri sul quotidiano abruzzese Il Centro, raccontando come dal 25 al 27 settembre la Sala Eden di Ortona, uno spazio di proprietà comunale, ospiterà un ciclo di incontri promosso dalla galassia neofascista con la partecipazione, tra i relatori, di Rainaldo Graziani, figlio del fondatore di Ordine Nuovo Clemente Graziani. Le carte della Procura di Varese citate dal quotidiano ricordano del resto i trascorsi di Graziani, presente al noto raduno in una birreria di Buguggiate per celebrare il compleanno di Hitler, una vicenda processuale chiusa nel 2014 per prescrizione ma nella quale i giudici hanno formalmente accertato la consumazione del reato di incitamento all’odio razziale.
Di fronte alle proteste indignate delle associazioni partigiane e della città democratica, il sindaco Angelo Di Nardo ha liquidato la pratica facendo spallucce. La sua risposta è un concentrato di cinismo e indifferenza: domanda regolare, cassa incassata e la solita tarantella della libertà d’espressione usata come alibi per spalancare le porte della comunità a chi inneggiava allo sterminio. Si tratta della solita, intollerabile ipocrisia. La libertà di manifestazione del pensiero tutelata dall’articolo 21 non è mai stata una franchigia per il razzismo o una licenza per l’eversione. La Costituzione italiana non è neutrale di fronte al fascismo e le leggi Scelba e Mancino fissano confini legali chiarissimi che un’amministrazione pubblica non può permettersi di calpestare nascondendosi dietro la ricevuta di un bollettino. In una città come Ortona, insignita della Medaglia d’Oro al Valor Civile per la feroce battaglia del 1943 contro l’occupazione nazista, aprire le porte di un immobile pubblico a chi gravita in quell’area culturale non ha nulla a che vedere con l’imparzialità, ma configura un vero e proprio abbandono del ruolo di tutela della memoria e delle istituzioni democratiche, lasciando ora alla Prefettura e alla Questura il compito di stabilire se i cavilli di un regolamento comunale possano davvero prevalere sulla Costituzione.
