La giuria del premio giornalistico internazionale Marco Luchetta, presieduta da Marco Damilano, ha selezionato le terne dei finalisti delle sette categorie in concorso della ventitreesima edizione. 120 le opere in concorso, che hanno documentato la violazione dei diritti in diverse parti del mondo , dall’Ucraina, a Gaza al Sudan. Damilano ha sottolineato la sensibilità dimostrata dai giornalisti e dalle giornaliste partecipanti, spesso giovani. “Il giornalismo indipendente dai poteri ha oggi più che mai il ruolo di illuminare i più fragili e deboli, privati del diritto di vivere in pace il presente e del diritto di sognare e costruire il loro futuro” ha aggiunto.
I finalisti
TV NEWS: Dario Artale, assieme a Marta Eleonora Rigoni, Giulia Dedionigi, Realpolitik, Rete4, in “Sparare a un bambino costava di più” sui cecchini del weekend durante l’assedio di Sarajevo. Giammarco Sicuro, TG3, Rai, autore del servizio “Un’intera classe di un villaggio della Cisgiordania impossibilitata a raggiungere la scuola. Laura Aldorisio, con Gianni Farina e Daniele Babbo, Newsroom, Rai, in “Terre rare e minerali critici, la battaglia per il futuro”, l’autrice testimonia l’impatto ambientale e umano dell’estrazione del rame sulle popolazioni locali.
REPORTAGE: Giulia Bosetti, Spotlight, Rainews24, autrice con Umberto Colferai di “Piccoli artigiani di pace. I bambini strappati alla produzione di coca e ai gruppi armati”, in Colombia. Emily Menguzzato, con “Campi anticamorra”, pubblicato su Il Manifesto, indaga la “Terra dei Fuochi”. Barbara Schiavulli, Radio Bullets, autrice di “Groenlandia: la spirale del silenzio delle donne inuit” dà voce alle donne Inuit vittime per decenni di sterilizzazioni e contraccezione forzata.
RADIOFONIA: Laura Cappon, Corriere della Sera, nel podcast “Le ultime dottoresse dell’Afghanistan”, documenta la malnutrizione infantile nel Paese. Taty Rossi, Radio Gwendalyn, firma la “Mamera – La storia nascosta degli Jenisch“ e fa luce sul programma svizzero che negli anni ‘70 sottrasse con la forza centinaia di bambini alla comunità nomade Jenisch per cancellarne l’identità. Anna Maria Selini, Altreconomia, autrice del podcast in 6 puntate “Bambini senza pace“, esplora come il conflitto israelo-palestinese impatti la vita dei minori da entrambe le parti.
STAMPA ITALIANA: Fabio Bucciarelli, della La Stampa, nell’articolo “Libano. Medici sotto attacco” racconta l’uccisione di due giovani paramedici in Libano da parte di un drone israeliano,. Chiara Nardinocchi, La Repubblica, firma “Crescere nella rete: luci e ombre sui baby influencer” nel quale analizza la monetizzazione dei minori online. Sabrina Pisu, dalle pagine de L’Espresso con “Il racket dei bambini rubati” svela un sistema di sottrazione di neonati in Armenia destinati ad adozioni internazionali.
STAMPA INTERNAZIONALE: Christina Lamb, The Sunday Times, con “It feels like humanity has died in Sudan”. Lavinia Nocelli firma per Al Jazeera un servzio sull’anoressia “. Maksym Dudchenko (KibOrg), Lina Ivanova (KibOrg), Marian Chupak (Channel 24), Ihor Yushchenko
(Suspilne), Yevheniia Motorevska (The Kyiv Independent), Ilya Lozovsky (OCCRP) ed Elena Loginova
(OCCRP), svelano il programma russo “Yunkor”, promosso dal Ministero della Difesa Russo per indottrinare i bambini ucraini dei territori occupati e trasformarli in propagandisti pro-Cremlino.
ROTTA BALCANICA: Annalisa Camilli, dalle pagine di Internazionale con “La nuova rotta che passa da Trieste”. Annaflavia Merluzzi, Domani/Kritica/Il Manifesto, analizza le evoluzioni della rotta balcanica. Sofia Turati,” denuncia la militarizzazione del confine tra Bulgaria e Turchia e gli abusi della polizia di frontiera con Frontex
FOTOGRAFIA: Marco Gualazzini, Inside Over, racconta la difficile situazione sanitaria a Cuba. Giovanni Morgavi, Kritica, ha fotografato le condizioni di chi intraprende la rotta balcanica. Fabio Polese, El Pais, ha catturato lo sguardo dei bambini che lavorano nelle miniere illegali in Myanmar.
