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«Violato il Freedom Act»: all’esterno Rai di Napoli manifestazione per Ranucci e Report indetta da Articolo21 e Free Assange Napoli

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Napoli con Ranucci” è il sit-in svoltosi stamane (sabato 5 settembre) all’ingresso della sede Rai di Napoli, promosso da Articolo 21 e Imbavagliati, Festival Internazionale di Giornalismo Civile, con Free Assange Napoli  al quale hanno aderito la Cgil e altre associazioni. Un presidio in difesa dell’ex conduttore di Report  e dell’autonomia del giornalismo del servizio pubblico.

«Come Articolo21, Imbavagliati e Free Assange Napoli –  ha detto Désirée Klain, portavoce per la Campania dell’associazione per la libertà di stampa -abbiamo indetto questa manifestazione non solo per difendere un grande conduttore, un giornalista d’inchiesta e una trasmissione come Report, che da sempre ha avuto il coraggio di raccontare la verità, colpendo il potere ogni volta che è necessario, sia quando è politicamente di destra sia quando è di sinistra. Siamo qui per difendere qualcosa di ancora più importante: il diritto dei cittadini a essere informati, la libertà di stampa e l’autonomia del giornalismo. Quanto è accaduto rappresenta, a nostro avviso, una violazione dei principi del Freedom Act, perché quando si cerca di intimidire o imbavagliare l’informazione si colpisce un diritto fondamentale: quello di conoscere la verità. Il giornalismo deve essere libero, scomodo e indipendente da ogni potere. Perché se una voce viene messa a tacere, a perdere non è soltanto un giornalista: è la democrazia».

    «Ciò che accade a Report – dicono i promotori – riguarda tutti. La rimozione di Sigfrido Ranucci dalla guida della trasmissione pone una questione che investe direttamente l’autonomia del servizio pubblico e gli spazi riconosciuti al giornalismo d’inchiesta. Di fronte a una decisione di questa portata chiediamo alla Rai trasparenza, chiarezza e assunzione di responsabilità pubblica sulle ragioni della scelta». Per molti partecipanti una X di scotch rosso sulla bocca, «simbolo di un’informazione che non può e non deve essere imbavagliata».

«È giusto ed opportuno fare questo presidio perché in questo Paese è in campo una battaglia per la libertà di informazione che questo Governo sta mettendo a rischio intervenendo anche sul servizio pubblico della Rai e sul giornalismo d’inchiesta come quello di Report. Format che toglie il velo su fatti ed inchieste con forte interesse pubblico. E il risultato è che si sta consumando una vendetta politica nei confronti di chi ha è stato oggetto di un attentato. Quel tipo di informazione e quella trasmissione vanno tutelate e noi lo facciamo anche con questo presidio di solidarietà e democrazia», ha detto da parte sua il segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, intervenendo al presidio». 

 «Abbiamo voluto fortemente partecipare a questa iniziativa, – ha detto la segretaria generale Slc Cgil Napoli e Campania, Giulia Guida, intervenendo al presidio – perché crediamo che sia una battaglia di civiltà in difesa di un diritto sacrosanto come la libertà di stampa e di informazione, messo sicuramente sotto attacco dal governo Meloni. E le scelte che oggi sta facendo la RAI, con la sospensione del giornalista Sigfrido Ranucci, ma soprattutto quella di non garantire la continuità a questa redazione è – ha evidenziato Guida – una battaglia che noi vogliamo fortemente sostenere. Per cui saremo sempre in campo, Cgil e Slc, in difesa di un diritto garantito non solo dalla Costituzione ma anche dalle normative europee che, in questo momento, sono una garanzia».

Successivamente, il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto ha espresso forte preoccupazione per il valore del programma e per le sorti del servizio pubblico, dichiarando: «L’attacco a Sigfrido Ranucci e a Report colpisce al cuore il diritto dei cittadini all’informazione. Indebolire o isolare il giornalismo d’inchiesta indipendente significa calpestare un principio democratico fondamentale della nostra Costituzione. Difendiamo l’idea che la Rai non debba diventare la cassa di risonanza del governo in carica, ma restare al servizio della verità».

Per la libertà di stampa presenti  anche Anna Motta e Pino Paciolla, genitori di Mario Paciolla.


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