Otto voti giurati contro, solo uno a favore dell’accusa. Così il tycoon maltese Yorgen Fenech è stato assolto a conclusione del processo cominciato il primo luglio scorso con le accuse di cospirazione e complicità nell’ omicidio di Daphne Caruana Galizia, uccisa il 16 ottobre 2017 da una bomba piazzata nella sua auto. Dopo nove anni Malta ha cinque uomini in galera condannati per avere materialmente organizzato ed eseguito l’attentato, un intermediario confesso graziato per avere raccontato chi gli diede l’ordine, ma nessuno riconosciuto colpevole di averlo dato. Pochi minuti dopo il verdetto Fenech è uscito dal Tribunale da uomo libero, attorniato dai giornalisti che lo aspettavano all’ingresso. Un abbozzo di sorriso, poche parole, poi è salito in macchina e si è allontanato insieme a uno dei suoi avvocati. Una scena difficilmente immaginabile fino a poche ore prima, a quasi sette anni dall’arresto del 20 novembre 2019, durante i quali la procura ha costruito il caso contro il tycoon accusato di essere il mandante, tenendolo in carcerazione preventiva per oltre cinque anni e 2 mesi prima di ottenere la libertà vigilata.
(Ansa)
