Di musica, parole, letteratura, grandi classici, suoni popolari, pescatori, anime in pena e poeti narranti: il Festival dei teatri d’arte mediterranei ha preso il largo all’alba del 27 agosto con un’Antigone molto speciale che vaga sulla quasi invisibile spiaggetta di Nerva a Formia, sotto gli occhi di un pubblico rapito fra la trama e il sole che sorge davanti al porto. E’ un’edizione dove le donne hanno grande spazio quella del 2026 per il Festival ideato e diretto da Maurizio Stammati. Lo storico lavatoio di Maranola ha ospitato la giornalista Asmae Dachan con il suo libro, un viaggio da Ancona ad Aleppo e ritorno da cronista che scopre l’orrore del regime scontato da donne e bambini soprattutto, e da siriana nata in Italia. Nel dialogo con i lettori Dachan ha parlato anche della cronaca delle guerre che non può essere composta solo con i numeri dei morti, le battaglie, gli attacchi militari ma deve passare attraverso lo sguardo e le storie delle persone, le loro memorie, i loro sogni infranti.
La seconda giornata del festival ha ribadito l’impronta femminile con la straordinaria Cassandra portata in scena da Stefania De Cola sempre all’alba e sempre nella “sconosciuta” spiaggetta di Nerva. Nel pomeriggio il percorso nei luoghi insoliti e “scomodi” di Formia è proseguito nel parco realizzato di fronte alla clinica che ospitò il dissidente Antonio Grasmci: un dialogo con la professoressa Anna Foa sul suo libro “Mai più” che si è trasformato in riflessione sulle persecuzioni di ieri e di oggi, sulla democrazia, sulla libertà di movimento negato, primo passo verso la negazione dell’uomo.
