“Pur di alimentare la campagna politica per la rimozione di Sigfrido Ranucci da Report, quella che un tempo era la testata istituzionale della Rai dedica nell’edizione delle 20 un servizio alle ‘indiscrezioni su un documento in cui la redazione chiede di affiancare il conduttore’. La questione che poniamo non riguarda solo questa scelta editoriale, ma il criterio con cui vengono raccontate le vicende interne dell’azienda”. Lo affermano Alessandro di Majo e Roberto Natale, consiglieri di amministrazione Rai. “Nella Rai che non dà spazio ai comunicati sindacali sulle preoccupazioni per il futuro di Rai3 e che non informa sui piani editoriali bocciati dalle redazioni – prosegue la nota -, il Tg1 fornisce un’interpretazione singolare dei più elementari doveri di correttezza aziendale. Faremo valere questa improvvisa passione della testata per la massima trasparenza sulla vita interna dell’azienda. Nel primo anniversario del Media Freedom Act, il Tg1 attesta quanto sia essenziale una legge che liberi il servizio pubblico dalla sudditanza”.(Ansa)
