Emfa, la grande incompiuta

Non dobbiamo abituarci all’orrore

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Il più grande pericolo che corre ciascuno di noi è non sentire forte lo scandalo morale di fronte alla violenza. Il più grande pericolo è l’abitudine: l’abitudine a immagini di corpi squarciati, città bombardate in fiamme, povera gente senza speranza in fuga dalla sua terra. Le immagini diffuse a profusione nei Tg servono a questo, inconsciamente o consapevolmente: a rendere normale l’orrore. O la percezione della ineludibilità della guerra.
Ebbene, credo che la sfida di Netanyahu all’Onu si inserisca sulla scia della normalizzazione dell’orrore. E della morte violenta. Perché avremmo tutti – senza distinzione – giudicato inaudito vent’anni fa che il Leader di Israele mostrasse all’assemblea delle Nazioni Unite uno dei dispositivi che ha usato per uccidere e ferire a distanza esseri umani, a sua discrezione, definiti membri di Hezbollah. Lo ha fatto. Ha minacciato all’Onu il nuovo ricorso a questo subdolo ed illegale strumento per eliminare chi Israele considera “nemici”. Lo ha fatto nel luogo pensato come il più alto per favorire dialoghi di pace tra gli Stati, e quindi tra gli esseri umani. Ha detto a tutti noi: “attenti, posso colpire chiunque come l’Iran sa bene”. E lo ha fatto con il ghigno beffardo e crudele di chi sa che può farlo davvero, con il ghigno di chi ha sposato la violenza come metodo politico.
È vero ha pronunciato il suo delirante discorso in una sala vuota perché molti delegati hanno scelto di uscire per non ascoltare le sue parole di odio. Ma lo ha fatto, incurante della critica, anzi accusando di codardia e vigliaccheria chi era uscito. Un’accusa che non ha sfiorato i rappresentanti italiani, rimasti seduti al loro posto senza un accenno di critica sulle folli parole di Netanyahu. Anche su questo sarebbe utile una riflessione e una discussione in questo paese nel quale solo il sentimento di chi difende i diritti umani del popolo palestinese salva l’onore dell’Italia.
L’Onu usato come il luogo nel quale giustificare l’orrore, il suprematismo, l’apartheid, il diritto di un popolo di sopraffarne altri. L’Onu svuotato e svilito con la complicità di Trump che si è permesso di affermare che potrebbe annichilire un popolo e una nazione con la sua potenza militare, riferendosi all’Iran.
Il mondo senza diritto internazionale è preda di autocrati e dittatori come Trump, Netanyahu e Putin. Le voci che si sono alzate a richiamare il mondo sui rischi della fine del “diritto” sono rimaste inascoltate. Vige la legge della Jungla, la legge del più forte.
Ma Giorgia Meloni ha preferito essere presente alla settimana della moda di Milano.


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