A Latina da qualche settimana è stata avanzata la proposta di dedicare una targa ai caduti di El Alamein. Dura la reazione dell’Anpi che parla di una evidente rievocazione del fascismo.
“E ci risiamo. La Storia va conosciuta, e fatta conoscere nella sua integrità, senza imbarazzo alcuno. Tutte le vicende anche le più complesse, vanno giustamente studiate e ricordate per quello che sono. In sintesi, la Storia non si può riscrivere secondo ideologia. Noi combattiamo con la sola arma della informazione corretta ogni ‘campo di battaglia ideologico e partitico. – si legge nella nota dell’Anpi che ricorda anche la lunga stagione polemica per riportare il nome del parco pubblico più grande della città a quello di Arnaldo Mussolini, dopo che nel 2017 è stato intitolato a Falcone e Borsellino. “Una targa a Latina sui ‘Caduti di El Alamein’ senza contesto produce, certo, giuste emozioni, ma evita una complessità che è il sale della Storia ed è perciò priva di senso. – sottolinea l’Anpi – La pietà per i caduti offende la memoria di quei poveri giovani che sapevano di combattere nell’esercito dell’Asse, nel deserto dell’Africa settentrionale, senza nessuna speranza, senza acqua e senza adeguati rifornimenti. Chi li aveva mandati? Soprattutto resta il vulnus all’intelligenza dei cittadini a cui, ancora una volta, si consegna una memoria mutilata da una operazione di pura appartenenza politica”. L’associazione si è appellata a tutte le istituzioni locali perché ci sia un ripensamento su quella targa.
