Giornalismo sotto attacco in Italia

I migranti muoiono in mare e le navi delle Ong che possono salvarli restano bloccate da una rigidità crudele

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Questa notte davanti al mare di Custonaci, in contrada Frassino, in una zona costiera che si allunga da Trapani a San Vito Lo Capo, il mare ha restituito altri due corpi. Nessun dubbio, si tratta di migranti morti in uno dei naufragi mai scoperti.  Il mare davanti Trapani continua da giorni a restituire questi  cadaveri, resi irriconoscibili per il tepo passato in acqua, ma gli abbigliamenti, qualcuno indossava salvagenti, non lasciano dubbi sul fatto che si tratti di vittime di quella infinita tratta di persone, lasciati andare in mare dai trafficanti libici di esseri umani. Vittime di una infinita diaspora o guerra tra chi vuol fuggire via da destini segnati e affronta il mare, sapendo che il loro destino non è certo che possa essere quello della salvezza.

I pochi giorni sono già quindici cadaveri trovati, gli ultimi due ieri sera davanti la costa di Custonaci, Guardia Costiera, Vigili del fuoco e i Carabinieri sono intervenuti nella frazione Frassino. E questo avviene dall’estate scorsa, tre tra Favignana, Cornino e San Vito Lo Capo, nelle ultime 48 ore cinque trovati a Pantelleria, un altro al porto di Trapani, due a Marsala , due in mare aperto trovati dalla Ong Humanity 1. I migranti muoiono in mare e le navi delle Ong che possono salvarli restano bloccate da una rigidità crudele. La Humanity 1 è arrivata un paio di giorni addietro nel porto di Trapani, per far sbarcare qui  33 persone che invece avrebbe dovuto portare fino a Napoli. Ordine perentorio disatteso, perchè significava affrontare un mare in tempesta. Da qui la “punizione”, fermo di 60 giorni e multa da 10 mila euro.

Sinistra Italiana Trapani esprime profonda indignazione “una decisione che colpisce prima di tutto la dignità umana e il diritto universale alla vita.  Questa sanzione punisce paradossalmente chi ha scelto di proteggere 33 naufraghi, già provati da torture e violenze inenarrabili subite in Libia, rifiutando di collaborare con milizie armate che calpestano sistematicamente i diritti fondamentali”.

Sono giorni tragici proprio nel mare davanti Trapani, Marsala e Pantelleria, segnati dal ritrovamento in mare di migranti morti in naufragi rimasti non scoperti. “Tenere la nave bloccata nel porto di Trapani significa sottrarre un aiuto vitale a chi rischia di annegare – dice Antonella Parisi di Sinistra Italiana – dato che l’assenza di navi umanitarie si traduce inevitabilmente in un aumento drastico di naufragi e morti silenziose. Ribadiamo con forza che il soccorso in mare è un obbligo morale e giuridico inderogabile previsto dal diritto internazionale, che nessuna scelta politica può calpestare”. Infine si è espressa solidarietà a SOS Humanity, “chiediamo la liberazione immediata della nave perché salvare vite umane non può e non deve essere considerato un reato”.


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