La sala del centro culturale di Lenola (Latina) intitolato a Pietro Ingrao era pienissima per l’evento del comitato per il No al referendum sulla giustizia ed è stata la prova di quanto conti esaminare i veri contenuti e obiettivi della legge anche nei piccoli centri.
L’introduzione all’incontro organizzato dall’Anpi provinciale di Latina è stata affidata a Massimo Villone, Professore emerito di Diritto Costituzionale dell’Università Federico II di Napoli, che ha spiegato nel dettaglio quali sono le modifiche alla Costituzione e l’impatto reale che la riforma può avere sulla Giustizia italiana. A seguire il video messaggio di Giuseppe Giulietti, coordinatore nazionale di Articolo 21, che ha ribadito come questa legge, che va bocciata col No, si inserisca nella volontà del Governo di arginare e addirittura combattere il pensiero critico. Per la Cgil di Latina e Frosinone è intervenuto Giovanni Salzano, che ha ribadito come i veri problemi della giustizia siano i tempi e il precariato, che in questa riforma non vengono nemmeno citati né sfiorati, mentre Giuseppe Salmè, già Presidente di sezione della Corte di Cassazione, siamo davanti ad un attacco palese della indipendenza della magistratura. Parole pronunciate dopo un commosso ricordo di Pietro Ingrao. Nel corso del dibattito, moderato dalla Presidente provinciale dell’Anpi, Teresa Pampena, il coreferente di Libera Lazio, Gianpiero Cioffredi, ha sottolineato l’importanza di avere una magistratura indipendente come dimostrano alcune pronunce che hanno anticipato vere e proprie conquiste civili e sindacali del nostro Paese. Per Maria Maranò, della segreteria nazionale di Legambiente, è importante la mobilitazione “casa per casa” per far comprendere a tutti i cittadini qual è la posta in gioco con questo referendum. a chiudere l’incontro Vincenzo Calò, della segreteria nazionale dell’Anpi, per il quale la risalita del No nei sondaggi è legata al fatto che sempre più cittadini si stanno informando e hanno capito che si tratta di una riforma volta a bloccare la magistratura nelle inchieste contro i poteri forti. E a proposito della rilevanza che assume l’indipendenza dei giudici in una democrazia ha ricordato la recentissima sentenza del Tribunale di Bari di condanna di 12 appartenenti all’associazione Casapound per la ricostituzione del partito fascista, vietata dalla Costituzione che si vuole modificare. “La nostra Costituzione non è afascista – ha detto Calò – ma antifascista”. Sul palco si sono susseguiti molti interventi di cittadini ed esponenti della società civile di Lenola e Fondi.
