L’arresto di Don Lemon ex conduttore notissimo della cnn “ colpevole” di essere andato a documentare una protesta anti ice a minneapolis segue un copione preciso: colpire i corpi intermedi che ostacolano o mettono in dubbio il disegno del potere esecutivo. L’elenco e’ semplice : giornalisti ( lemon e’ l’ultimo caso, ma e’ di pochi giorni fa la perquisizione della redazione del Washington post da parte dell’Fbi), magistrati (inchiesta per vendetta contro la procuratrice di New York Letitia Jmes “ colpevole” di avere indagato sugli illeciti finanziari di Trump), financo autorità tradizionalmente indipendenti come la Federal Reserve, la Banca centrale violentemente attaccata da Trump per la scelta di non abbassare i tassi di interesse come avrebbe voluto la casa Bianca.
Chi addebita queste scelte unicamente a una sorta di psicopatia di Trump sbaglia .
Aldila’ del comportamento erratico del presidente c’e’ una linea politica precisa e coerente .
Lo ha fatto notare il professor Jean Francois Kervegan docente emerito della Sorbona . “Il riferimento delle scelte di Trump-spiega il professor Kervegan- e’ Carl Schmidt il giurista che getto ‘ le basi filosofiche politiche di un movimento che sarebbe sfociato nel nazismo.
L’idea base, elaborata durante la crisi della repubblica di Weimar negli anni 30, ha molte analogie con il presente. Le democrazie parlamentari non solo vengono considerate strumenti inefficaci e obsoleti ma non rispecchiano -secondo questa teoria- la “vera “ democrazia che puo’ essere invece solo incarnata da un leader eletto dal popolo. Io stesso ho sempre rifuggito dal bollare la presidenza Trump come nazista o fascista, ma il rilievo del professor Kervegan (meritoriamente segnalato in italia da uno studioso attento e moderato come il professor Alberto Melloni ) fa sorgere qualche dubbio. L’associazione Schmidt-Trump non e’ solo la teoria spericolata di un professore francese: diversi finanziatori del movimento Maga hanno citato espressamente Schimdt come punto di riferimento. L’idea base e’ che la relazione amico-nemico definisce piu’ di ogni altra cosa la nostra identita’ politica . Ieri il comunismo sovietico e l’ebraismo, oggi l’immigrazione e il liberalismo. Poco importa insomma elaborare un progetto politico in positivo. Più importante identificare dei nemici facilmente visibili e unirsi per combatterli senza esclusione di colpi una ideologia che non a caso trova il suo appoggio anche in Alexander Dugin ideologo di Putin. Anche Putin identifica nel decadente mondo liberale il nemico da combattere con ogni mezzo in nome della patria e della fede in Davos c’è chi vede l’inizio del mondo post liberale, quindi tutt’altro che è un’improvvisazione narcisistica di un leader fuori controllo, ma un passo che, aldila’ della forma , rappresenta il tentativo di voltare la pagina della storia. Chi si oppone a questa svolta deve essere silenziato, minacciato o eliminato come tutte le autorità indipendenti, i magistrati e i giornalisti come Dan Lemon .
