I parenti delle vittime della strage di Ustica oggi sono davanti al Gip per opporsi alla domanda di archiviazione dell’indagine aperta nel 2008 per la denuncia/testimonianza di Cossiga che indicava i francesi, responsabili dell’abbattimento del DC9 Itavia e della morte di 81 passeggeri.
Un’indagine che ha portato all’individuazione di elementi nuovi che aumentano la conoscenza sulle cause del tragico evento, oltre a confermare tutta l’impostazione della Sentenza ordinanza del giudice Priore.
Viene individuata la presenza di una portaerei francese, la Foch, a Napoli (presenza sempre ufficialmente negata dalla Francia) e ci sono riscontri, soprattutto attorno alla base di Grazzanise, di una esercitazione in volo, con presenze francesi e americane, ben “osservata” dalla Nato.
Proprio la stessa richiesta di archiviazione ci apre nuovi squarci di verità, e denuncia ancora una volta, e in modo perentorio, che il grande ostacolo al raggiungimento della verità, è nella NON collaborazione internazionale ( le rogatorie).
La verità è ostaggio delle conoscenze che sono nelle disponibilità di Stati amici e alleati, per essere precisi proprio quegli Stati che, sia secondo la Sentenza ordinanza Priore, sia per la nuova inchiesta, avevano aerei nei cieli attorno al DC9 Itavia e che potevano partecipare dunque all’”episodio di guerra aerea”.
Questa è la prima questione che si deve porre all’attenzione del Magistrato e del Governo e della politica del nostro Paese: la verità è ormai, nelle mani di altri Stati con cui si deve necessariamente confrontarsi/interloquire/ porre domande ( rogatorie internazionali)
Lo scorso anno il Presidente Mattarella ci aveva lasciato questo impegno, questa frase:
“ La Repubblica non si stancherà di continuare a cercare e
chiedere collaborazione anche ai Paesi amici per ricomporre pienamente quel che avvenne il 27 giugno 1980”.
Questa è la strada che si deve ancora percorrere!
Ma poi c’è il problema degli ostacoli alla verità che rimangono nel nostro Paese.
E voglio riferirmi, ad esempio, agli “esiti” della direttiva Renzi (2014):
ne ha accennato la stessa domanda di archiviazione, mancano troppe cose, troppi documenti.
Manca intanto l’Archivio del Ministero dei Trasporti, (documentazione del Ministro, gabinetto, ecc) per gli anni delle Stragi, e in generale è molto lacunosa la documentazione coeva ai fatti.
Non viene prodotta la documentazione delle attività della Marina Militare per gli anni dal 1980 al 1986, (si dovrebbe avere una descrizione della situazione nei nostri mari nei giorni della tragedia. Navi nei porti, navi in navigazione.)
Manca la documentazione archivistica delle attività per Ustica dei Servizi e in particolare sul ruolo dell’Ammiraglio Martini, che, ricordiamo, era a capo dei Servizi quando informa Cossiga, sulla verità sulla strage di Ustica.
Davanti ai giudici presenteremo assieme ai nostri Avvocati richieste specifiche per ulteriori indagini per impedire l’archiviazione ma con ancora maggiore forza continuiamo a chiedere alla politica, al Governo del nostro Paese di pretendere dai Paesi amici ed alleati risposte esaustive, proprio perché con il Presidente Mattarella vogliamo continuare a credere che : “La Repubblica non si stancherà di continuare a cercare collaborazione anche ai Paesi amici per ricomporre pienamente quel che avvenne il 27 giugno 1980”.
Fonte: Il Manifesto
