Come avevamo previsto le forze del centro destra all’Europarlamento hanno bloccato l’ispezione in Italia per verificare lo stato della libertà di informazione.
Nulla accade per caso, di fronte alla sistematica violazione del Media Freedom Act, dalla Rai alle querele bavaglio, dalla tutela delle fonti al segreto professionale, una maggioranza di centro destra ha scelto di tutelare il governo Meloni, prefigurazione di una nuova maggioranza.
Nel frattempo prosegue la distruzione del servizio pubblico, ormai trasformato in agenzia governativa.
Aumentano le querele bavaglio, le intimidazioni, le minacce.
La solidarietà attorno a Sigfrido Ranucci e a report sono durate lo spazio di qualche ora, tanto per far dimenticare la matrice degli attacchi e delle intimidazioni,
Le proposte della destra vanno tutte nella direzione opposta al Media Freedom Act.
Ci auguriamo che le forze politiche che dicono di volere l’applicazione del Media Freedom Act vogliano chiedere incontro con la commissione europea per denunciare e sollecitare non solo l’ispezione negata, ma anche le sanzioni previste.
Siamo certi che il prossimo sciopero dei giornalisti vorrà denunciare l’ennesimo colpo di mano contro la libertà di informazione.
Articolo 21 lo farà sabato nella manifestazione di Gualdo Tadino con Roberto Natale e Paolo Mondani.
Ci sono momenti dove ogni distrazione, silenzio possono suonare come rinuncia o peggio come diserzione.
