Camilo Castro, cittadino francese, è stato liberato dal carcere venezuelano dove era detenuto dal 26 giugno scorso, anche lui, come Alberto Trentini senza specifico capo di imputazione.
La sua situazione era stata denunciata da Amnesty International che aveva denunciato il tentativo di usare cooperanti e volontari come ostaggi.
La Francia ha ottenuto la liberazione, pur senza riconoscere il processo elettorale che ha visto la contestata vittoria di Maduro, ma ha invece manifestato la sua contrarietà alla invasione del Venezuela da parte di Trump.
Non si tratta di una dichiarazione particolarmente dura, perché i venti di guerra di Trump non hanno l’appoggio internazionale, non sono stati condivisi dall’Onu, anzi le organizzazioni internazionali, pur condannando Maduro per il mancato rispetto dei diritti umani, non confermano nessuno dei dossier preparati da Trump, per la verità non concordano decine di generali e strateghi militari degli Stati Uniti.
La Francia ha detto cose ovvie e scontate e così ha liberato un suo cittadino.
E il governo italiano, dopo aver ballato e cantato sul palco napoletano, troverà modo di fare altrettanto?
Riusciranno ad aver un ricordo della autonomia nazionale e della indipendenza da Trump?
Quanto ancora dovranno aspettare Alberto Trentini e i suoi familiari?
