Netanyahu ha bombardato i vertici di Hamas a Doha con un obiettivo preciso: interrompere le trattative di pace, che si stavano avvicinando ad un esito positivo, perché la pace, per lui, significa ripresa dei processi a suo carico e rischio della caduta del governo. Tutto concordato con Usa e Qatar, nonostante le dichiarazioni ufficiali.
Complottismo? Forse, ma tutti gli attori dovevano essere d’accordo per il bombardamento, affinché non saltasse il telaio di relazioni e azioni che Trump ha costruito in Medio Oriente. Il quotidiano israeliano Haaretz titola: ‘’Gli Stati Uniti non rischierebbero 1,2 trilioni di dollari di investimenti per colpire Hamas senza il via libera del Qatar’’. E il cerchio si chiude.
