È grande la soddisfazione dell’Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica che ha sostenuto in questi mesi, con parlamentari, rappresentanti del mondo della stampa, Libera di Don Ciotti, Articolo 21: “Ustica non si archivia”, gridando “Non si archivia la Memoria”.
Daria Bonfietti ha chiesto verità e giustizia a Bologna in Consiglio comunale, insieme al sindaco Lepore, in occasione del 46º anniversario della strage, lo scorso 27 giugno. Si è rivolta direttamente alla presidente del Consiglio, on. Meloni, per chiederle di far sentire a amici e alleati, a cominciare dalla Francia, il bisogno di verità di un intero Paese colpito nei suoi confini e nei diritti dei suoi cittadini.
L’impegno è stato mantenuto e dalla Francia è arrivata una disponibilità alla collaborazione e quindi lo stesso procuratore della Repubblica, dottor Lo Voi, ha chiesto di annullare quella richiesta di archiviazione che proprio la sua Procura aveva formulato.
Nei fatti si è preso atto di quanto aveva affermato il presidente della Repubblica Mattarella in occasione dell’Anniversario: “Ricomporre quanto avvenne sul mar Tirreno in quel tragico 27 giugno rimane un dovere irrinunciabile”.
Oggi le indagini ripartono proprio dalle novità emerse dal lavoro della Procura di Roma che aveva iniziato a indagare, dopo gli esiti della sentenza-ordinanza del giudice Priore: “Il DC9 Itavia è stato abbattuto all’interno di un episodio di guerra aerea”, e dopo le dichiarazioni del presidente emerito Cossiga che aveva indicato, testimoniando, la responsabilità della Francia.
Si ricomincia sapendo che la portaerei francese Foch era a Napoli, che quella notte in cielo c’erano aerei francesi e americani in una esercitazione coordinata dalla base di Grazzanise. Tutto era osservato e commentato nei siti della Nato.
Si ricomincia anche dalle tante risposte che non sono ancora arrivate dagli USA, si pensi alla documentazione esaminata nella famosa riunione convocata d’urgenza all’ambasciata americana a Roma nell’immediatezza del tragico evento, come la vicenda del serbatoio dell’aereo ripescato accanto ai resti del DC9. Da chiarire ci saranno le perizie fatte sul MiG ritrovato sulla Sila. Manca anche la documentazione in possesso dell’Italia… Bisogna sottolineare l’importanza della direttiva Renzi del 2014 che consente la declassificazione anticipata dei documenti sulle stragi e atti di terrorismo avvenuti tra il 1969 e il 1984 che ci deve portare alla documentazione della Marina Militare Italiana, determinante per la ricostruzione della presenza di navi straniere nei nostri porti e mari e per tutte le attività dell’ammiraglio Martini, capo del SISMI, chiamato direttamente in causa dalle dichiarazioni del presidente Cossiga .
Non meno importante sarà la ricerca storica che in questi anni ci ha dato, per iniziativa dell’Associazione dei Parenti delle vittime, un quadro del panorama internazionale con i suoi contrasti e i suoi scontri militari, più o meno noti, nel quale inserire tutta la tragica vicenda di Ustica
Ripartono dunque con le indagini, ma deve ripartire anche l’impegno e lo sforzo di tutti coloro ai quali sta a cuore la difesa della dignità del nostro Paese e la verità totale sulla strage di Ustica.
*Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica
