Più nei sondaggi aumenta il vantaggio dei democratici sui repubblicani — netto alla Camera, più risicato al Senato — più la pressione della Casa Bianca sembra intensificarsi.
Una raffica di azioni del governo federale sugli uffici elettorali dei singoli Stati per contestare gli elenchi degli elettori — in gran parte respinte dai diversi livelli del sistema giudiziario —, dossier diffamatori sui candidati democratici, controllo sempre più stringente sull’informazione.
Da segnalare l’ultima operazione finanziaria di Elon Musk: ha investito un miliardo di dollari nella società Skydance, di proprietà della famiglia Ellison, i cui membri sono dichiarati sostenitori di Trump. Skydance controlla CBS, ABC, CNN e la parte americana di TikTok.
CBS è già stata «normalizzata» con il commissariamento del programma d’inchiesta 60 Minutes e la cacciata del comico Jimmy Kimmel, «colpevole» di aver fatto ironia su Trump. ABC e CNN hanno già ricevuto minacce esplicite dal presidente.
Se tutto ciò non bastasse, esistono sempre le maniere forti. Alcuni consiglieri di Trump lo esortano, in caso di sconfitta, a proclamare lo stato di emergenza; altri, a respingere comunque l’esito del voto.
La democrazia americana ha superato molti momenti delicati: quello a cui stiamo andando incontro è uno dei più difficili della sua storia.
