Il grido di dolore lanciato da Articolo 21 sulla proposta di legge della maggioranza che tende a un’eterna TeleMeloni forse ha trovato qualche ascolto. Piccolo forse, ma significativo. Sembrava che la cavalcata nera stesse chiudendo la partita ad horas, mentre la discussione nell’Aula del Senato è calendarizzata per il prossimo 26 novembre. E poi ci sarà la seconda lettura alla Camera dei deputati. Non solo. Ignazio La Russa ha preso tempo sulle sostituzioni d’ufficio nella Commissione parlamentare di vigilanza, dopo le dimissioni dei componenti delle opposizioni. Insomma, se si alza un po’ la voce qualcosa succede.
Ma proviamo a sognare uno scenario nuovo: le opposizioni mettono al centro dei programmi elettorali la questione del diritto all’informazione nell’età delle Intelligenze artificiali a partire da un rinnovato e indipendente servizio pubblico; e si recano a Bruxelles a manifestare davanti alla Commissione europea sul mancato rispetto da parte dell’Italia dell’European Media Freedom Act (Emfa).
We have a dream, si parva licet. I sogni sono la premessa per disegnare un’alternativa. Le opposizioni sembrano avere rialzato la testa. Forza. Articolo 21 continuerà con il tormentone, come Mafalda: fermatevi, fermatevi, vogliamo scendere.
(Nella foto Ignazio La Russa)
