La richiesta di un’esecuzione capitale pubblica, in diretta tv, non è un atto ma una precisa scelta politica. Poche ore dopo l’intervista del ministro della guerra Pete Hegseth, il presidente Trump ha pubblicato su “Truth” un lungo post per attaccare il candidato democratico in testa nella corsa per le elezioni al Senato in Minnesota. Si chiama Abdul El Fayed. Trump ha volutamente storpiato il suo nome chiamandolo Mohamed e accusandolo di legami con la Jihad islamica e il terrorismo. Il disegno è trasparente: rassicurare l’elettorato bianco e cristiano evocando lo spettro di una invasione di immigrati di fede musulmana.
Poco importa che il candidato alla fucilazione, Nidal Malik Hasan, sia nato e cresciuto negli Stati Uniti. Il fatto che abbia ucciso 13 militari (suoi commilitoni, Hasan è uno psichiatra dell’esercito) nel nome della guerra islamica è sufficiente per usarlo come spettro della minaccia musulmana. Minaccia che Trump vede incombente anche sull’Europa e per combattere la quale auspica un risveglio delle destre nel vecchio continente sulle orme della vittoria americana dei Maga (Make America Great Again).
L’ultima esecuzione pubblica negli Stati Uniti risale al 1936. Rainey Bethea, un afroamericano, fu impiccato in pubblico dopo la condanna per avere violentato e ucciso una donna bianca di 70 anni, Licha Exwards. L’impiccagione venne eseguita nel parcheggio pubblico di Owensboro, nel Kentucky, davanti a una folla di ventimila persone. Il clamore fu tale che da allora le esecuzioni pubbliche vennero sospese. Fino al 1995, quando si fece un’eccezione per il responsabile della strage terroristica di Oklahoma City (168 vittime, di cui 19 bambini). Un sondaggio rivelò che solo il 20 per cento degli americani auspicava una esecuzione pubblica e oltre il 70 per cento era contrario. Le autorità scelsero allora di offrire la visione ai familiari delle vittime. Dei 2000 aventi diritto solo 230 scelsero di vedere il macabro spettacolo. La maggior parte si rivelò alla fine insoddisfatta: la sofferenza del condannato era stata giudicata troppo breve.
Forse anche di fronte a questo tipo di reazione le esecuzioni pubbliche sono state proibite in Europa fin dalla metà del 19esimo secolo, per evitare che rischiassero di diventare spettacoli di massa slegati da qualsiasi nozione di giustizia. Eppure nel 1945, al termine del processo di Norimberga, gli Stati Uniti fecero pressione per una esecuzione pubblica dei criminali nazisti, che fu evitata solo grazie all’opposizione della Gran Bretagna.
Se veramente la richiesta di esecuzione pubblica del ministro Hegseth sarà accolta dal presidente Trump, gli Stati Uniti potranno allinearsi ad altri paesi dove questa pratica è consolidata da anni, come l’Afghanistan e soprattutto l’Iran, il paese che Trump afferma di voler combattere e schiacciare in nome della difesa della civiltà occidentale dalla barbarie.
(Nella foto il ministro della Guerra Pete Hegseth)
