Il Secolo d’Italia ha detto che è stata “santificata” riportando in auge la vecchia retorica per cui chi applica le norme sulle politiche migratorie è contro il governo. E altre amenità simili. Il caso analizzato in questo modo fin troppo prevedibile e consono ad una certa destra riguarda la giudice Iolanda Apostolico. La storia ha inizio nel settembre 2023 quando Apostolico non convalidò il fermo di quattro richiedenti asilo nel centro di Pozzallo e in tal modo disapplicò il cosiddetto “decreto Cutro”, in quanto lo stesso risultava essere in contrasto con le direttive dell’Unione Europea sulla protezione internazionale. Nel provvedimento veniva specificato come il trattenimento amministrativo non potesse essere disposto solo per esaminare le richieste di protezione internazionale. Identica decisione fu assunta circa un mese dopo per altri richiedenti la protezione. Si scatenò, allora, contro la giudice una campagna violentissima, purtroppo non la prima e nemmeno l’ultima sui magistrati che si sono limitati a seguire le norme. Tra le altre cose fu diffuso un video risalente al 2018 nel quale Iolanda Apostolico, insieme ad altre migliaia di persone, si trovava al porto di Catania in una manifestazione di protesta legata al fatto che c’erano lì 137 persone bloccate a bordo della nave Diciotti, senza possibilità di sbarco. Così quella giudice fu trasformata in “strega”, attaccata dalla Lega ma anche dalla Premier Meloni. Una campagna così violenta che la giudice ha lasciato la magistratura. Ora il CSM nel verbale sulla valutazione professionale di Apostolico ha confermato che quei provvedimenti furono corretti. Per altro verso non ci sono state impugnazioni formali, nemmeno da parte del Governo che pure ne sarebbe stato legittimato.
Anche questo giudizio del Consiglio superiore della magistratura, ampiamente motivato, è stato preso come spunto per riprendere la campagna contro Apostolico. Una persecuzione. Che altro?
(Nella foto immagini del centro di Pozzallo)
