L’Osservatorio sulla par condicio del Comitato Società Civile per il NO, in collaborazione con Articolo21 prende atto che l’Agcom si è riunita per la terza volta in questa campagna referendaria il 18 marzo a meno di tre giorni dal voto ed ha stabilito alcuni punti fermi. Noi avremmo voluto una presenza più costante e soprattutto più incisiva come avviene da parte di organi analoghi in altri paesi europei, ed avremmo voluto anche una pubblicazione più chiara e tempestiva dei dati riguardanti le posizioni favorevoli e contrarie e soprattutto quelle del Governo. Comunque l’Autorità ha detto con chiarezza due cose. Innanzitutto l’Autorità, alla luce del monitoraggio condotto nel periodo 8-14 marzo 2026, ha accertato una sproporzione nei tempi attribuiti alle due posizioni referendarie nella programmazione informativa di Rete 4, con una sottorappresentazione della posizione favorevole al “no“. A fronte di questa situazione l’Agcom ha emanato l’ordine di ripristinare l’equilibrio tra le posizioni referendarie entro il 20 marzo, ultimo giorno di campagna elettorale. Ora vedremo quali saranno le conseguenze, ma un fatto è certo che l’Autorità ha certificato l’esistenza di un sicuro squilibrio nettamente a favore del SI da parte di una delle Reti Mediaset. In secondo luogo l’Agcom come aveva già fatto nella riunione del 4 marzo ha deliberato di bilanciare adeguatamente il tempo attribuito alla presenza della Presidente del Consiglio nel corso della programmazione dell’emittente. Non c’era bisogno per la verità di dati molto accurati per verificare ancora una volta una presenza decisamente debordante della Presidente del Consiglio non solo sui social, ma con un trascinamento di quella presenza su tutte le TV. Questa maniera di invadere acriticamente e senza domande i telegiornali è ormai una prassi che farebbe impallidire la tecnica delle videocassette registrate in uso ai tempi di Berlusconi.
