Molotov contro l’ex residenza del dittatore Enver Hoxha
Tirana – Migliaia di cittadini sono scesi in piazza a Tirana per chiedere le dimissioni del premier Edi Rama e del suo governo. La manifestazione, promossa dal Partito Democratico (PD), principale forza di opposizione, riflette un crescente malcontento dell’opinione pubblica nei confronti di presunti scandali e pratiche clientelari che coinvolgerebbero membri chiave dell’esecutivo.
Nelle ultime settimane, Rama ha revocato dall’incarico le ministre Belinda Balluku (Infrastrutture) al centro di indagini giudiziarie per presunti appalti irregolari e pratiche di favoritismo. ed Elisa Spiropali (Esteri). Nonostante questa mossa, i manifestanti continuano a chiedere le dimissioni dell’intero governo, sostenendo che le misure adottate siano insufficienti a garantire trasparenza e rinnovamento politico.
Le proteste hanno attraversato le principali vie della capitale, con cortei diretti verso il palazzo del governo e il parlamento, e soste davanti alla direzione centrale della polizia. Durante le manifestazioni, alcuni partecipanti hanno acceso fuochi e lanciato molotov, colpendo anche l’ex residenza del dittatore Enver Hoxha, oggi trasformata in galleria d’arte. Questo gesto è stato interpretato dai manifestanti come simbolico, una denuncia contro la persistenza di pratiche politiche ritenute autoritarie e clientelari.
La protesta mette in luce tre elementi centrali; la crisi di legittimità dell’esecutivo, aggravata dagli scandali giudiziari e dalle accuse di nepotismo e clientelismo; il ruolo dell’opposizione politica, con il PD che riesce a mobilitare un numero significativo di cittadini attorno a richieste di trasparenza e cambiamento; il rischio di escalation sociale, con episodi di violenza simbolica che testimoniano la tensione tra manifestanti e istituzioni.
Il premier Rama e altri membri del governo hanno condannato gli atti di violenza, ribadendo la volontà di portare avanti le riforme e di mantenere la stabilità politica. Le autorità locali hanno confermato l’apertura di indagini sugli episodi di vandalismo, invitando alla calma mentre la pressione politica e sociale rimane elevata.
