Giornalismo sotto attacco in Italia

Ogni passo che fai, di C.L. Taylor

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Se vuoi salvarti, devi smettere di scappare e iniziare a inseguire.

Dimenticate i thriller fatti di soli inseguimenti e adrenalina pura. C.L. Taylor – vero nome Cally Taylor, nata a Worcester, Inghilterra – è un’affermata autrice di thriller psicologici, con oltre 2 milioni di copie vendute nel solo Regno Unito, tradotti in trenta lingue. Maestra indiscussa del brivido psicologico, torna in libreria con Fazi Editore, per la collana Darkside (360 pp – €19,50) con un romanzo che scava nel lato più oscuro e reale della paura: lo stalking; e lo fa con una consapevolezza brutale, rivelata solo nelle note finali: l’autrice stessa, anni fa, ha vissuto questo incubo sulla propria pelle.

Immaginate di vivere ogni istante con un brivido lungo la schiena. Di controllare tre volte la serratura, di cambiare strada ogni mattina, di sobbalzare a ogni notifica sul telefono. Questa è la realtà di Alexandra, Lucy, Bridget, River e Natalie. Cinque vite distanti che si intrecciano in un gruppo di mutuo soccorso a Londra: l’unico posto dove non vengono giudicati “paranoici”.

Tutto precipita quando Natalie, la più fragile del gruppo, viene trovata morta. Il sospetto cade subito sul suo ex fidanzato, appena uscito di prigione, ma la giustizia è lenta, cieca, spesso inutile. Per gli altri quattro, la morte di Natalie non è solo un lutto: è un presagio. La bolla di sicurezza che avevano cercato di costruire esplode durante il funerale.

Tra le corone di fiori appare un omaggio funebre che non dovrebbe essere lì. Un messaggio anonimo, una sentenza di morte: “Tra dieci giorni, uno di loro morirà”.

Da quel momento, il romanzo si trasforma in un meccanismo a orologeria. C.L. Taylor non si limita a raccontare la paura, ci costringe a viverla attraverso le scadenze personali di alcuni dei protagonisti, che rendono quella data — il decimo giorno — ancora più simbolica e atroce: Lucy dovrebbe festeggiare il 40° anniversario dei genitori, ma come può sorridere sapendo che potrebbe essere la sua ultima cena?, Alexandra, attrice, ha la “prima” dello spettacolo che potrebbe lanciarle la carriera, ma il palcoscenico ora le sembra un bersaglio illuminato, Bridget compie gli anni proprio quel giorno: una celebrazione della vita che rischia di trasformarsi in una commemorazione funebre.

Disillusi dalle forze dell’ordine, i quattro decidono di non restare in attesa del colpo di grazia. Stilano un piano: proteggersi a vicenda, sorvegliarsi, indagare sui rispettivi stalker. Ma è qui che la Taylor inserisce l’elemento più disturbante: la paranoia intestina.

Mentre i capitoli si alternano dando voce a ognuno di loro, il lettore inizierà a chiedersi: tutti dicono la verità? Qualcuno sta omettendo un dettaglio cruciale? E se lo stalker non fosse un’ombra esterna, ma qualcuno che conosce fin troppo bene le dinamiche del gruppo?

La narrazione parte lenta, quasi asfissiante, per poi subire un’accelerazione brutale nella seconda metà. Gli stalker sembrano muoversi all’unisono, come orchestrati da una regia occulta. Le molestie si fanno più fisiche, ravvicinate, sfacciate. I dubbi tra gli amici diventano accuse feroci. Fino ad arrivare all’epilogo, dove i colpi di scena ribaltano le certezze del lettore, ricordandoci che nel mondo dello stalking nulla è come appare e nessuno è davvero al sicuro.

 


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