Non c’è alcun dittatore da piangere. A nessuna persona che crede nel valore della libertà mancherà l’ayatollah Khamenei, ma chiunque crede nel valore del diritto internazionale non può rallegrarsi del brutale bombardamento compiuto da Israele e Stati Uniti contro il leader di uno stato sovrano come l’Iran. Trump aveva promesso di porre fine alle guerre, invece nell’ultimo anno ha ordinato attacchi militari in sette nazioni. Questa guerra all’Iran è iniziata senza dare una spiegazione al popolo americano e al mondo nel mezzo di una trattativa con gli iraniani sul nucleare. Trump non ha neppure coinvolto il Congresso, che la Costituzione riconosce come unico con il potere di dichiarare guerra. Non a caso la sua base elettorale MAGA non è per niente contenta di questa avventura in Medio Oriente dalle conseguenze imprevedibili. Intanto sono già morti 3 soldati americani e 5 sono gravemente feriti. I nuovi leaders dell’Iran, ha dichiarato nelle ultime ore, vogliono parlarmi. Bene, qualunque soluzione che faccia calare la tensione e cessare i bombardamenti sull’Iran e nei paesi del Golfo è benvenuta, ma qual è la strategia del presidente Trump?
Colpiscono i suoi inviti e quelli del ricercato per crimini di guerra Netanyahu al popolo iraniano di scendere per le strade e riprendere il governo del loro paese. Lasciano cioè intendere che adesso, senza più Khamenei e un po’ di capi morti, è affare degli iraniani riprendere il controllo del paese. “Un’opportunità unica che potrebbe non ripetersi” hanno detto entrambi. Ma un cambio di regime non si fa a mani nude in un paese militarizzato come l’Iran. Signori presidenti avete iniziato a bombardare senza fare prima un accordo con un gruppo di oppositori dentro il sistema o fuori dal sistema in grado di guidare il paese verso la democrazia? Davvero pensate che i coraggiosi ragazzi e ragazze iraniane dovrebbero sfidare a mani nude i Pasdaran? Non vi è bastata la brutalità con la quale sono stati uccisi nelle ultime dimostrazioni di piazza? Spero davvero che abbiate immaginato un dopo che non sia la destabilizzazione dell’intera regione mediorientale allo scopo di realizzare il disegno del grande Israele. Mi auguro che abbiate in mente qualcosa di meglio di un invito a scendere per le strade quando avrete finito di bombardare.
L’opposizione iraniana ha dimostrato di essere molto frastagliata tra chi ancora ha nostalgia dello scià e chi immagina un paese democratico senza monarchi. O forse avete in mente di fare, come in Venezuela, un accordo con i pasdaran e prendere il controllo del petrolio, fregandovene del popolo iraniano?Nel frattempo l’Iran ha continuato a lanciare droni e missili sulle basi americane ospitate nei paesi vicini del Golfo. Luoghi che parevano i più sicuri della terra e che si sono rivelati estremamente vulnerabili, come Dubai dove lavorano 4 milioni di espatriati. La speranza è che la diplomazia nelle sedi giuste ritrovi uno spazio e si sostituisca alle bombe, perchè lo scenario che abbiamo davanti è davvero inquietante. E ancora una volta mi chiedo:Europa dove sei? E provo imbarazzo per quel comunicato fatto ieri dall’Unione Europea nel quale si solidarizzava con i paesi arabi per la violazione della loro sovranità ‘da parte dell’Iran e si ignorava completamente l’attacco di Israele e Stati Uniti contro l’Iran. Non è così che si diventa credibili e ci si fa amare nel mondo.
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